BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Rinnovo contratti, dipendenti pubblici statali: aggiornamenti su aumento per chi, premi, regole. Da quando e come funziona

Non c'è ancora comunanza di intenti sul budget per lo sblocco degli stipendi degli statali e sul modo di spenderlo.




C'è un problema di budget e uno di modalità di spesa alla base della lentezza con cui stanno proseguendo le trattative per il rinnovo dei contratti degli statali. All'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche ovvero la faccia del governo nei negoziati per la pubblica amministrazione, si stanno svolgendo incontri tecnici e la prima cifra circolata (2,5 miliardi di euro a regime) non viene ritenuta sufficiente dai sindacati. A detta dei rappresentanti dei lavoratori, lo scatto in busta paga deve essere almeno di 80 euro. Ma secondo il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, andrà legato anche a incentivi di merito, "con un cambio di mentalità molto complicato, ma ci stiamo arrivando".

Le organizzazioni sindcali insistono nel chiedere un aumento del budget e invocano uno stanziamento di 3,2 miliardi di euro. La difficoltà è rappresentata dai conti che non tornano e un'altra doccia fredda per l'economia italiana è arrivata proprio nelle ultime ore. Anche l'Ocse si unisce alle istituzioni che hanno tagliato le stime di crescita per l'Italia, mostrandosi favorevole alla battaglia di Matteo Renzi per ottenere maggiore flessibilità in Europa. Secondo l'Economic Outlook di settembre il Pil italiano sarà meno incoraggiante di quanto previsto inizialmente, con ripercussioni anche nella partita dello sblocco degli stipendi degli statali.

Nel 2016 e nel 2017 crescerà appena dello 0,8%, rispettivamente 0,2 e 0,6 punti percentuali in meno rispetto alle stime di giugno. In conferenza stampa a Parigi, la capo economista dell'Ocse, Catherine Mann, ha fotografato così la situazione del nostro Paese: "Nel 2016 gli investimenti e gli scambi non si sono rivelati così fruttuosi come avevamo previsto". Quanto al 2017 "ci sono debolezze nell'economia mondiale e nella zona euro che peseranno maggiormente sull'Italia che su altri Paesi".

E ancora: "Nel caso dell'Italia bisogna riconoscere che c'è una vasta gamma di sfide da raccogliere. C'è un governo piuttosto recente che ha compiuto notevoli progressi, in particolare, sulla riforma del lavoro, e questo ha avuto effetti sulla ripresa dell'occupazione generando uno slancio positivo. L'idea - ha continuato - era che questo slancio sarebbe proseguito per tutto il 2016 ma le nostre speranze sono andate in qualche modo deluse". Una situazione che per l'americana succeduta a Pier Carlo Padoan ai vertici dell'Ocse è essenzialmente dovuta a problemi di fiducia, a cominciare dalle incertezze sull'esito del referendum d'autunno.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il