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Pensioni ultime notizie oggi venerdì 23 settembre su usuranti, precoci tanta delusione da Nannicini, Renzi

Ancora tanta delusione per novità per le pensioni mancate: dopo tanti annunci restano ancora tante parole e nessun fatto concreto




Continuano ad essere tante le delusioni che il governo sta riservando a tutti coloro che attendono novità per le pensioni e le ultime notizie su nuovi passi indietro da parte del consigliere economico di Palazzo Chigi Nannicini, rispetto a quanto aveva annunciato nel corso degli ultimi confronti con i gruppi online, garantendo novità per le pensioni adeguate, soprattutto ai quota 41, e il pasticciaccio che sta preparando lo stesso premier Renzi non lasciano ben sperare su possibili cambiamenti pensionistici per tutti. In questi ultimi giorni, infatti, Nannicni ha lasciato chiaramente intendere che nulla si potrà fare per la quota 41 perché non ci sono abbastanza soldi disponibili ed è emersa soprattutto una gran confusione relativa alle novità per le pensioni da inserire nella nuova finanziaria. Il problema è ancora la mancanza di un budget necessario, ma il fatto che più passi il tempo e più si cerchi di voler, per esempio, allargare la mini pensione a tutti, come vorrebbe il premier, non è positivo, perché si rischia di voler accontentare tutti, in una logica di necessità di recupero di consensi in vista del voto costituzionale d’autunno, in maniera però fallimentare.

Nonostante, infatti, si sia parlato di possibilità di inclusione della quota 41 all’interno della mini pensione, è decisamente un caos capire come attuarla. Il principio, secondo quanto riportano le ultime notizie, dovrebbe essere quello di un riconoscimento dei contributi figurativi, di circa 3 o 4 mesi, a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare a 14, 15 anni e fino al compimento dei 18 anni, ma forse anche dei 19, e questo riconoscimento varrebbe per ogni anno effettivo svolto. Ma resta da capire come effettuare questo calcolo e se questa possibilità, inserita nella mini pensione, varrà solo per coloro che svolgono, o hanno svolto, occupazioni faticose, cioè gli usuranti. Ma in merito a quest’ultima categoria di lavoratori, resta ancora aperta la questione delle definizioni di questi lavoratori: chi, perché e come si può definire un lavoratore usurante?

Altra novità annunciata dalla maggioranza che dovrebbe essere proposta in vista del prossimo appuntamento con le forze sociale sarebbe un cambiamento delle attuali norme che regolano la pensione degli usuranti. Le attuali norme di accesso ai benefici riservati a chi ha svolto occupazioni faticose, prevedono che i lavoratori debbano aver svolto almeno 7 anni su 10 impiegati in tali attività, compreso l’ultimo anno, ma la nuova proposta vorrebbe la valutazione dell’attività lavorativa anche a metà, distinta cioè tra metà vita occupazionale svolta in attività usurante e metà no, facendo anche cadere l’obbligo di aver svolto l’ultimo anno di lavoro impiegato in un’attività faticosa.

L’intenzione di soddisfare le richieste di tutti ci sarebbero ma il problema della scarsa disponibilità di soldi sta rendendo tutto più difficile e l’idea del premier di cercare di fare tutto per tutti potrebbe alla fine rappresentare un boomerang in vista del voto costituzionale, perché se non si riuscirà a far tutto bene e come si dovrebbe, la delusione dei cittadini potrebbe crescere ancor di più e ciò significherebbe una netta, e ulteriore, perdita di consensi e di fiducia. Alla luce delle ultime notizie sul tanto voler fare per usuranti, precoci e per tutti in generale con una mini pensione che continua ad essere sempre modificata e per cui si attendono ancora ulteriori dettagli, ci si chiede se davvero qualche novità alla fine sarà approvata e soprattutto quale e per chi.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il