Pensioni ultime notizie e prospettive novità negative Consulta-Governo Renzi per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Ancora una nuovo episodio che dimostra come sia difficile intervenire sulla reversibilità nell'ambito delle novità per le pensioni.

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Le novità per le pensioni passano sempre più spesse dalla Aule dei tribunali con conseguenze immediate sia dal punto di vista normativo e sia da quello economico. Il caso più recente è quello dell'annullamento della legge che normava i cosiddetti matrimoni di comodo. Quelli, per intenderci, tra lavoratrici stranieri, badanti e colf soprattutto, e datore di lavoro italiano in età avanzata. Si tratta di un provvedimento importante sotto il profilo delle pensioni perché stabiliva la riduzione dell'aliquota percentuale dell'assegno previdenziale a favore dei superstiti di assicurato e pensionato nei casi in cui il matrimonio sia stato contratto dopo i 70 anni e la differenza di età tra coniugi sia superiore a venti anni.

Insomma, si tratta di una decisione che impatta anche sui conti pubblici e apriva uno spiraglio sull'annosa vicenda delle pensioni di reversibilità ovvero la prestazione che spetta ai parenti superstiti di un lavoratore morto dopo aver maturato il diritto alla pensione, rispetto a cui l'esecutivo sta incontrando grandi difficoltà di intervento. Più precisamente, adesso spetta al coniuge, ai figli in età di studio, ai nipoti e, nel caso in cui non ci siano coniuge, figlio, nipoti, ai genitori se erano a carico del deceduto, ai fratelli celibi inabili, alle sorelle nubili inabili, purché non titolari di un assegno di pensione.

Ebbene, nell'ottica di risparmiare risorse pubbliche, magari da reinvestire sulle stesse novità per le pensioni, il governo ha tentato la strada della razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale e previdenziale, escludendo quelle legate a invalidità e disabilità, agganciando l'assegno all'Indicatore della situazione economica equivalente. Il provvedimento non è andato in porto perché l'opposizione ha contestato con successo che rendere la pensione di reversibilità una prestazione non più previdenziale ovvero legata ai contributi versati dal lavoratore ma assistenziale, avrebbe limitato le erogazioni future, riducendole nel numero e nell'ammontare.

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di Marianna Quatraro pubblicato il