Referendum Welfare tra i lavoratori: nel quasi totale silenzio, spicca il sondaggio di Repubblica.it

Nel complessivo silenzio di giornali e televisioni, spicca il sondaggio on line de 'la Repubblica' che pone ai lettori quattro domande riguardo al protocollo



Sul referendum tra i lavoratori riguardo l'accordo del 23 luglio sul "Welfare" regna un silenzio strabico dei mezzi di comunicazione. Nel senso che se ne parla come di un evento importante e lo si aspetta passivamente come se fosse in arrivo l'eclissi, ma nessuna televisione, nessuna radio, nessun giornale informa su chi può votare, svela che possono votare i precari, pubblicizza i luoghi dove andare a votare.

In questo silenzio fa meritoria eccezione il sondaggio on-line de "la Repubblica" che pone ai lettori quattro domande riguardo il protocollo. La prima riguarda le pensioni, la secondo il precariato, la terza l'incentivazione degli straordinari, e la quarta il mancato superamento dello "staff elasing".

Occorre tenere conto che si tratta di un sondaggio on-line che: in primo luogo ha scarsa attendibilità dal punto di vista statistico; in secondo luogo è fatto tra i lettori di un quotidiano apertamente schierato in supporto del Partito democratico. Fino a questo momento i votanti sono stati circa 20mila, i risultati in qualche misura sorprendenti.
Alla domanda sulle pensioni i sì prevalgono in larga misura con il 62 per cento. La domanda sul precariato vale la pena riportarla: "Un contratto a tempo determinato non potrà superare i 36 mesi complessivi. Per un successivo rinnovo si dovrà stipulare il contratto presso la Direzione provinciale del lavoro alla presenza di un rappresentante sindacale. Le sembrano sufficienti le garanzie per evitare abusi nei contratti a tempo?". I no prevalgono con il 52 per cento. Per quanto riguarda gli straordinari la situazione è di parità: 49 per cento i sì e 48 i no. Sul superamento dello "staff leasing" prevalgono nettamente i no con il 47 per cento. Alla domanda sul complesso del protocollo i sì prevalgono con il 56 per cento e in no sono al 39 per cento, percentuali molto diverse dall'unanimismo favorevole che prevale nei sindacati confederali.

In sostanza l'unica parte dell'accordo sulla quale i lavoratori (che leggono "la Repubblica") sembrano essere stati convinti risulta essere quella sulle pensioni, mentre sul precariato c'è forte opposizione.

L'unica notazione che si permette chi scrive è chi voterà in favore di questo protocollo solo per approvare la parte sulle pensioni deve tener conto che con il suo sì approva contestualmente anche tutte le altre misure: dal precariato, agli straordinari.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il