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Pensioni ultime notizie tante novità tra lunedì-martedì Governo Renzi su novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Gli appuntamenti del governo in programma tra lunedì e martedì: quali sono, cosa prevedono e quali conseguenze potrebbero avere sulle novità per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:17): Si inizia con il Consiglio dei Ministri in cui dovrebbero arrivare finalmente due ultime notizie e ultimissime tanto attese per le novità per le pensioni stesse ovvero il prospetto strategico per il prossimo iter e la data del referendum. Martedì, invece, il confronto con le forze sociali anche qui carico di attese.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:48) Un lunedì-martedì, quasi cme una doppietta calcistica, attesa fortemente solo leggendo le ultime notizie e ultimissime e aspettando ultime notizie per le novità per le pensioni di un certo rilievo, che sicuramente ci saranno, ma è bene sottolineare che a dispetto delle aspettative potrebbero essere interlocutorie.

Si preannunciano giorni importanti e decisivi per il governo chiamato a decidere su questioni importanti, tra cui le novità per le pensioni, capitolo decisamente cruciale, ancora aperto che, stando alle ultime notizie, sembra l’unica grande questione tanto cara ai cittadini ancora da risolvere, soprattutto all’indomani delle ultime notizie che hanno rilanciato un piano Industria 4.0, con investimenti di ben 13 miliardi di euro a sostegno di crescita, sviluppo, ricerca e innovazione per le imprese. Restano da mettere a punto, dunque, le misure per famiglie e cittadini e dopo aver annunciato il taglio dell’Irpef per il 2018, esattamente come inizialmente previsto, senza alcuna possibilità di anticiparne la riduzione al prossimo anno, il governo dovrebbe quanto meno soddisfare le richieste di novità per le pensioni che sono state avanzate nel corso di questi mesi per cercare di recuperare un consenso e una fiducia necessari in vista del voto costituzionale che si terrà ormai a breve.

La data esatta dovrebbe essere comunicata lunedì in occasione del nuovo Consiglio dei Ministri e si tratta di un argomento piuttosto spinoso, date le ultime notizie su scontri interni e critiche ai comportamenti della stessa maggioranza, che si era detta aperta a possibili modifica da attuare alla legge elettorale ma che dopo gli esiti sulle mozioni presentate, sembra, come ha accusato l’opposizione interna, non voler far nulla. Ma qualcosa bisognerà fare se si vuole vincere: aprire a modifiche per ricevere gli appoggi politici e ricompattare la maggioranza o continuare a perseguire la strategia del consenso con annunci di interventi e novità per le pensioni per tutti in modo da recuperare nuovi voti. Ma si tratta di una strategia che dimostrato dalle ultime notizie potrebbe solo creare peggioramenti reali: l’intenzione del premier è infatti quella di voler accontentare tutti, tra chi punta a novità pensioni per lasciare anzitempo la propria occupazione, chi chiede aumenti delle pensioni inferiori, chi soluzioni per chi è entrato giovanissimo nel mondo occupazionale e chi è impiegato, o ha svolto, attività faticose e pesanti. Ma si tratta di risposte difficili da dare con precisione, per problemi di soldi, per problemi di mancanza di dettagli, per problemi di platee eventuali ancora non identificate.

Ed ecco il grande pasticciaccio: una mini pensione per permettere la pensione fino a tre anni prima rispetto ai 66 anni e sette mesi, ma non per tutti, e con pesanti decurtazioni sulla pensione finale, fino ad un massimo del 10%, e un piano di rimborso 20ennale che legherebbe il pensionato ad una sorta di mutuo, diciamo quasi a vita dal momento del suo pensionamento. E ancora: una quota 41 da inserire nella mini pensione con riconoscimento di contributi figurativi a chi ha iniziato a lavorare prima dei 16 anni e fino al compimento del 18esimo anno di età, ma solo, forse, per coloro che sono stati impiegati in occupazioni faticose. Ma forse, o forse no? Pur di soddisfare le richieste di tutti, dunque, si cerca di coinvolgere sempre più persone nelle novità per le pensioni che si stanno mettendo a punto ma in realtà senza alcun esito positivo, perché oltre a mancare dettagliate informazioni, trattandosi di novità per le pensioni ristrette, non sarebbero risolutive di alcune situazioni particolari e rischierebbero di trasformarsi nell’ennesimo spreco di soldi del governo e in soluzioni inutili e inefficaci.

Tra lunedì e martedì dovrebbe essere presentato poi il nuovo strumento di programmazione, che in caso di esito positivo delle trattative comunitarie per l’extra budget potrebbe essere ancora rivisto, con il budget disponibile per l’attuazione delle misure che il governo deve approvare entro l’anno. Si tratta di misure pensate per dare spinta all’economia italiana ma che certamente per i tecnici dell’Economia non contempleranno in maniera prioritaria le novità per le pensioni. Non è, però, una novità inaspettata, considerando che da sempre i tecnici del Tesoro, con il ministro dell’Economia in prima fila, sostengono che le novità per le pensioni di revisione degli attuali requisiti non sono prioritarie, ma che prioritari sono provvedimenti per rilanciare imprese, economica, per sbloccare la contrattazione pubblica, e ridurre le imposte. Martedì poi è in programma il nuovo incontro tra governo e forze sociali e dovrebbe essere l’appuntamento conclusivo per la definizione di novità per le pensioni: al centro del tavolo, ulteriori dettagli di funzionamento della mini pensione e novità per le pensioni per i quota 41 con definizione di soluzioni per chi ha iniziato a lavorare prestissimo.

Infine, martedì dovrebbe essere resa nota la data esatta in cui sarà comunicato l’eventuale budget ancora a disposizione per un ulteriore rinvio del contributivo femminile, che le stesse forze sociali hanno chiesto di rimandare al 2018, anche se non è una questione che interessa la riunione tra governo e forze sociali, perché si tratta di una questione che sta seguendo un iter parlamentare, e finalmente dovrebbe arrivare qualche risposta, anche se ci si chiede come mai lo stesso governo ci stia mettendo così tanto nel prendere la decisione sulla proroga di un sistema che, viste le forti decurtazioni che prevede sui trattamenti pensionistici finali delle donne che decidono di lasciare anzitempo la propria attività, a 57 o 58 anni, piuttosto che a 66 anni e sette mesi, si traduce, in termini prettamente pratici, in un grande guadagno per lo Stato stesso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il