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Pensioni ultime notizie scelte novità per avere più consensi e voti tra novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Nelle scelte di riforma, ad aver un peso deciso sono anche le ragioni elettorali. E la riduzione delle imposte vale ora di più delle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:54): Sia ben chiaro che la ricerca del consenso nel breve termine è una ormai "grave malattia" che non abbiamo solo nel nostro Paese, ma in quasi tutte le nazioni del mondo e molto dei problemi comunitari sarebbero risolti se si guardasse ad orizzonti di ampio respiro quello che non si sta facendo come si evince nelle ultime notizie e ultimissime. E non si è voluto far molto male, senza dibattito, sfruttando una situazione di caois per le novità per le pensioni facendo passare la norma attuale.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:22):  In un mondo perfetto, sarebbe facile scegliere anche per i decisori quali dovrebbero essere le novità per le pensioni che farebbero tutti contenti e accrescerebbero a dismure voti e consenso ovvero riscrivere l'interna norma o almeno inserire le novità per le pensioni come quota 100. Ma questa ultima magari non subito e soprattutto non semplicemente sarebbe una novità per le pensioni comunque fattibile, ma come sempre si cercano le novità per le pensioni più semplici che portino un consenso a brevissimo immediato come testimoniano le ultime notizie e ultimissime

Inutile negarlo, nei ragionamenti sulle novità per le pensioni e più in generale sulle scelte di spesa, ci sono anche ragionamenti di opportunità politiche. E lo sono ancora di più adesso con un referendum costituzionale intorno alla madre di tutte le riforme per questo esecutivo. Ed è anche per questo motivo che la maggioranza a Palazzo Chigi sembra voler dare la precedenza alla riduzione delle imposte, rispetto a cui gli italiani sono sempre molto sensibili, alla pur delicata questione delle novità per le pensioni. I voti che una bella sforbiciata può spostare fanno naturalmente gola all'esecutivo.

E poi, anche nei tavoli con le forze sociali, il tema del lavoro, soprattutto quello precario, ha ripreso slancio accanto alle pensioni come l'altra faccia della stessa medaglia. E anche in questo caso siamo davanti a una questione elettoralmente strategica. Il focus è in particolare sulla tracciabilità piena dei voucher: i committenti, imprenditori non agricoli e professionisti, dovranno inviare sms o mail un'ora prima dell'inizio della prestazione all'Ispettorato nazionale del lavoro indicando dati anagrafici, codice fiscale del lavoratore, luogo e data della prestazione.

Per i committenti imprenditori agricoli la comunicazione è resa più soft, potendosi perfezionare in un arco di temporale non superiore a sette giorni. In caso di violazioni scattano multe da 400 a 2.400 euro in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Non solo voucher e pensioni sul tavolo dei ragionamenti. I contratti di solidarietà da difensivi (per evitare licenziamenti) si possono trasformare in espansivi (per fare assunzioni): la trasformazione potrà riguardare i contratti difensivi in corso da almeno dodici mesi e quelli stipulati prima del primo gennaio 2016. Non si potrà prevedere una riduzione d'orario superiore a quella già concordata.

Ai lavoratori spetta un trattamento di integrazione salariale di importo pari al 50% dell’integrazione precedente e il datore integra, in parte, tale trattamento. L'integrazione a carico del datore non è imponibile e i lavoratori beneficiano dell'accredito contributivo figurativo. Si precisa che lo stato di disoccupazione è compatibile con lo svolgimento di rapporti di lavoro, autonomo o subordinato, dai quali il lavoratore ricava guadagni di ammontare esiguo, tali da non superare la misura del reddito non imponibile (poco più di 8.000 euro l'anno). Con la reintroduzione dell’istituto della conservazione dello stato di disoccupazione si ripristina la situazione standard secondo cui il percettore di Naspi (con cumulabilità parziale) deve essere in stato di disoccupazione per tutto il periodo di fruizione della medesima.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il