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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 la prima solo disoccupati, usuranti con numero massimo e limite reddito

Si discute da tempo per modifiche per tutti ma ulteriori novità per le pensioni potrebbero ancora essere limitate: quali sarebbero e cosa potrebbero prevedere




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:22): Forti limitazioni arrivano dalle novità per le pensioni dalle ultime notizie ma è meglio dire ultimissime notizie e rappresentano le basi che sembra aver trovato chi decide la maggioranza sulle novità per le pensioni. Le mini pensioni saranno riservate in primis ai disoccupati e agli usuranti e solo se ci rimarrà altro denaro oltre i cinquencento milioni di euro stanziati potranno esserci gli altri. Ma è difficile. E poi sarà senza oneri anche per questi gruppi di persone solo fino ad una determinata pensione che dovrebbe essere milleduecento euro lorda.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:18): Chi sarà interessato alle novità per le pensioni sia che siano quota 41 o mini pensioni saranno limitati. E questo per almeno due motivi come spiegano le ultime notizie e ultimissime. Il primo riguarda il budget, il secondo meno conosciuto dai più se non, comunque, certo dipenderebbe dalla Comuinità

Approvare novità per le pensioni per permettere un rilancio concreto dell’occupazione giovanile, della produttività e dei consumi: si tratta di un obiettivo che continua ad essere rilanciato ma su cui la maggioranza, come del resto confermano le ultime notizie, appare decisamente ferma. C’è chi sostiene che questo stallo derivi da una mancanza di un adeguato budget economico, piuttosto ristretto; chi, invece, da una mancanza di volontà reale di modificare le attuali norme pensionistiche che, seppur rigide, sono le uniche, come continuano a ribadire i tecnici del Tesoro, in grado di garantire stabilità finanziaria e assicurare risparmi fino a 80 miliardi di euro fino al 2021, cifra cui difficilmente si può rinunciare a meno che non venga definita una soluzione alternativa in grado di garantire gli stessi vantaggi. Ma le ultime notizie continuano a confermare come l’introduzione di novità per le pensioni di uscita prima i vantaggi li avrebbero e anche più di uno: approvando una delle novità tra quota 100, quota 41, mini pensione ma per tutti e non come attualmente modulata dalla maggioranza si innescherebbe un circolo di rilancio economico positivo derivante dalle nuove possibilità occupazionali che avrebbero i giovani grazie alle uscite anticipate dei lavoratori più anziani.

Il primo vantaggio sarebbe, dunque, quello di un rilancio occupazione giovanile e a questo si accompagnerebbe il secondo vantaggio in termini di risparmi, seppur nel lungo periodo, che lo Stato accumulerebbe dalle penalità che ogni meccanismo di prepensionamento prevede a carico del lavoratore che decidesse di andare in pensione prima. Chiara, dunque, la convenienza dell’introduzione di novità per le pensioni che però continuano ad essere rimandate mentre la maggioranza si concentra su novità minime che non sembrano essere poi così convenienti, pur, però, di dire che qualcosa di concreto sulle pensioni si sta facendo. Poco conveniente risulta in particolar modo quella mini pensione troppo limitata, giacchè interesserebbe solo i nati tra il 1951 e il 1953, e troppo penalizzante, viste appunto le elevate penalità a carico del lavoratore, che rischia di rivelarsi un fallimento esattamente come accaduto con il part time. E alla luce delle ultime notizie, forse, i rischi potrebbero essere anche maggiori.

Messa da parte al momento la quota 100 perché sarebbe troppo costosa, come ormai ben noto; dopo aver dimostrato qualche apertura alla quota 41, che sarebbe più che altro necessaria per risolvere le situazioni di difficoltà in cui si sono ritrovati lavoratori che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale e chi è impiegato in attività faticose, la mini pensione della maggioranza potrebbe ancora essere modificata ma non migliorata e ampliata come richiesto dalle forze sociali ma trasformata, quasi, in assegno universale come emerge dal nuovo progetto dell’Istituto di Previdenza. Cosa significa questa trasformazione? Secondo quanto previsto al momento, la mini pensione può essere richiesta da tutti coloro che sono nati tra il 1951 e il 1953, bloccati nel loro percorso di pensionamento dall’entrata in vigore delle attuali norme previdenziali, che riceverebbero un anticipo per lasciare prima il lavoro, da restituire in 20 anni e con elevate penalità, fino ad un massimo del 15%, che dovrebbero decrescere, fino ad azzerarsi, per determinate categorie di persone più svantaggiate, come disoccupati o disabili.
Stando alle ultime notizie, però, il presidente dell’Istituto di Previdenza ritiene che la mini pensioni così come elaborate possano contribuire solo ad aumentare l’eventuale debito, perchè vista la poca convenienza che prevedono saranno certamente in pochi a richiederla, per cui secondo lui la soluzione migliore sarebbe quella di definirne l’erogazione in base alla valutazione della ricchezza familiare, partendo sempre dalla categoria delle persone più in difficoltà. Ciò significa che, così come aveva pensato per l’assegno universale, anche per la mini pensione verrebbe considerato il quoziente familiare, e non la situazione del singolo lavoratore, e privilegiati in base a questo coloro che sono più indigenti. In questo modo la mini pensione potrebbe diventare una sorta di nuovo aiuto sociale, preludio, forse, dell’assegno universale che da tempo si rilancia ma che ad oggi sembra essere stato dimenticato.  

Così come la mini pensione sarebbe limitata a chi è più in difficoltà, anche la novità pensioni di quota 41, come riportano le ultime notizie, potrebbe essere limitata relativamente alla proposta di calcolo di ulteriori contributi figurativi per il raggiungimento dell’età pensionabile per le categorie di lavoratori coinvolti. Si tratterebbe infatti di contributi figurativi, da considerare dal 14esimo a 18esimo anno di età, non definitivi e strutturali per tutti, ma una tantum a chi vive comunque in situazioni familiari disagiate e assegnati sempre sulla base del valore Isee. In base a queste ultime notizie e alle stime, si parla di una platea di beneficiari di 150mila persone che, però, bisogna capire se sono coloro che rientrerebbero solo nella mini pensione o, in generale, considerate tra quelle più in difficoltà.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il