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Pensioni incontro novità spostato ancora con sindacati su novità mini pensioni Ape,pensioni più basse,contributivo donna,quota 41

Il punto di caduta sulle novità per le pensioni dovrebbero essere 2,3 miliardi di euro circa. La prossima riunione è decisiva.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:12): Cresce da più parti un pò d'ansia per l'ennesimo rinvio e spostamento dell'incontro con i sindacati per le novità per le pensioni. Non c'è motivo ufficiale comunicato al momento dalle ultime notizie e ultimissime, ma c'è la conferma che si dovrebbe tenere tra due giorni. Il problema, in modo informale, dalle ultime notizie e ultimissime sembrano essere le difficoltà di fa quadrare i conti e le esigenze di tutti, con anche il prospetto stretegico spostato a domani, invece che presentato nell'odierna giornata.


Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:17): Sarà un confronto su vari aspetti per le novità per le pensioni l'incontro con i sindacati e almeno quattro saranno centrali ovvero quota 41, mini pensioni Ape, pensioni più basse e chi ha svolto una occupazione faticosa come confermano le ultime notizie e ultimissime. A latere ci potrebbe essere il contributivo donna, ma, se ci fosse, sarebbe come spiegheremo in maniera marginale, perchè l'iter è già segnato

Uno dei nodi, se non il principale, che ancora rimane da sciogliere è quello del budget che la maggioranza sarà in grado di mettere a disposizione delle novità per le pensioni. Fino a oggi il Ministero dell'Economia non ha partecipato attivamente alle riunioni, ma si tratta ovviamente di una presenza chiave per capire fino a che punto possono essere allargati i cordoni della borsa. A ogni modo, il costo dell'Ape, limitato a una sperimentazione di due anni e di fatto il principale provvedimento nel pacchetto delle novità per le pensioni da approvare entro la fine dell'anno con il consenso delle forze sociali, dovrebbe costare tra 400 e 600 milioni di euro.

Il pacchetto sociale, quello che prevede l'allargamento dei beneficiari del reddito aggiuntivo e l'innalzamento della soglia di esenzione fiscale per i pensionati, costerebbe circa 900 milioni di euro. Per tutto il resto rimarrebbero circa 700 milioni di euro, considerando che la maggioranza intende stanziare al massimo 2 miliardi, cifra ritenuta comunque risicata dalle forze sociali. Ma il cumulo gratis dei contributi versati in più casse previdenziali e il riconoscimento della peculiarità della posizione di chi ha iniziato l'attività lavorativa da giovanissimo, hanno costi elevati. Così le forze sociali hanno chiesto di alzare l'asticella fino a 2,5 miliardi di euro, anche se il punto di caduta dovrebbero essere 2,3 miliardi di euro circa.

Il provvedimento meno costoso è quindi quel cumulo inseguito da anni e sul quale la convergenza tra la maggioranza e le forze sociali è stata raggiunta con molta facilità. Per venire incontro alle esigenze di coloro che nel corso della loro carriera hanno versato contributi a enti previdenziali diversi si va dunque verso l'introduzione del cumulo contributivo gratis. Invece di affrontare una unione costosa così come è ancora in corso, gli interessati possono congiungere i diversi spezzoni lavorativi ottenendo come pensione la regola di quelle differenti che sarebbero state liquidate da due o più enti con le regole in vigore.

Non sarà più richiesta come condizione per poter usufruire di questa formula il non aver maturato il diritto autonomo alla pensione in una delle gestioni: in questo modo il cumulo sarà alla portata di molte più persone, come alternativa all'attuale totalizzazione. Quest'ultima opzione è meno favorevole perché la pensione viene calcolata con il sistema contributivo. Il punto più dibattuto sulle novità per le pensioni, rispetto al quale non c'è invece una comunità di intenti tra le parti è quello che coinvolge coloro che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età.

Tra quota 42 e quota 41, riconoscimento di scivoli contributivi e inclusioni nel sistema della mini pensioni, per la maggioranza si tratta di trovare la strada meno costosa perché, conti alla mano, rischia di rivelarsi il provvedimento più costoso. Le ultimissime notizie riferiscono dell'ipotesi di portare da 41 anni a 42 anni il livello di contributi da versare per poter andare in pensione, così di allargare la platea di beneficiari andando oltre a chi ha iniziato a lavorare prima dei 16 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il