BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni prospettive e novità il compromesso che si sta delineando governo Renzi sindacati novità mini pensioni, quota 41

Si punta all'intesa su coloro che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età nell'ambito delle novità per le pensioni.




C'è una questione che dalla prossima riunione sulle novità per le pensioni tra la maggioranza e le forze sociali potrebbe finalmente arrivare a definizione. Si tratta di quella relativa a coloro che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età. L'obiettivo è trovare una soluzione in tempi brevi e di conseguenza l'unica strada possibile è quella del compromesso tra le parti. In particolare si lavora sulla riduzione contributiva tra i due e i tre mesi, per ogni anno lavorato prima dei diciotto anni. In alternativa non viene escluso di portare da 41 anni a 42 anni il livello massimo di contributi da versare per poter accedere al trattamento previdenziale, indipendentemente dall'età anagrafica e senza oneri aggiuntivi.

In questo modo verrebbe data la possibilità a più lavoratori di beneficiare del provvedimento, allargandone la platea e andando oltre a chi ha iniziato a lavorare prima dei 16 anni. Il problema di fondo è sempre lo stesso: si tratta di misure costose nell'ordine di 4-5 miliardi di euro. Lo Stato deve entrare nell'ordine delle idee di dover aprire il portafoglio, anche e soprattutto su questo capitolo di spesa, considerando che sugli altri punti del pacchetto non ci sarebbero grossi problemi tra la maggioranza e le forze sociali. Tra le ultime notizie è poi spuntata l'ipotesi di prevedere metodi ad hoc all'interno delle mini pensioni con cui sperimentare la concessione dell'uscita anzitempo in cambio di riduzioni nell'assegno previdenziali e interessi da corrispondere a istituti di credito.

Il tema dei lavoratori che hanno iniziato a versare contributi prima dei 18 anni, resta dunque ancora da mettere a punto in vista dell'accordo finale sul pacchetto previdenza, ma filtra un certo ottimismo. C'è intesa sulla cancellazione definitiva delle penalizzazioni economiche (1-2 per cento l'anno) che in base alla legge attualmente in vigore avrebbero colpito dal 2018 chi accede alla pensione prima dei 62 anni di età, e quindi tipicamente chi ha iniziato a lavorare presto. La riduzione era già stata disapplicata per chi è andato in pensione dal 2012 in poi e ora dovrebbe essere soppressa una volta per tutte per la soddisfazione delle forze sociali. Sono quindi in corso verifiche tecniche sulla fattibilità almeno parziale di questa soluzione.

Calcolatrice alla mano, dei due miliardi di euro destinati alle novità per le pensioni, circa 600 milioni di euro sarebbero impiegati per finanziare le mini pensioni che rappresentano il cardine dell'intero progetto, circa 600 milioni di euro permetterebbero di innalzare l'importo degli assegni più bassi, circa 250 milioni di euro verrebbero impiegati per provvedimenti di natura fiscale in favore di chi è già in pensione, circa 100 milioni di euro sarebbero impiegato per portare a casa il cumulo gratis dei contributi previdenziali previdenziali versati in più casse differenti nel corso dell'attività lavorativo e infine, il resto finanzierebbe le norme in favore di coloro che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il