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Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici statali: compromesso nella riunione di martedì con sindacati

Gli aumenti dovrebbero comunque interessare solo una parte ristretta degli statali e legati a merito e produttività.




C'è una novità importante sul fronte del rinnovo del contratto degli statali. Si tratta dell'appuntamento del 27 settembre tra governo e sindacati. Sebbene al centro del confronto ci siano le novità per le pensioni, si tratta di una riunione da seguire da vicino per capire lo stato dei rapporti tra le parti e il trend di spesa di Palazzo Chigi. Non si tratta solo l'occasione per iniziare a discutere di rinnovi e per affrontare il tema più generale delle regole che vigono nel pubblico impiego, ma per consolidare le basi di un compromesso possibile e dei buoni rapporti. Per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, il governo ha stanziato nella legge di stabilità 300 milioni di euro l'anno.

Una cifra naturalmente insufficiente che sarà arricchita da qui a fine anno, ma non c'è convergenza sul budget da stanziare. Gli aumenti dovrebbero comunque interessare solo una parte ristretta degli statali, probabilmente solo quelli con un reddito annuo lordo inferiore a 26.000 euro, e da legare a merito e produttività. Per le federazioni di categoria delle tre sigle sindacali va riconosciuto un giusto salario e ricontrattualizzato il rapporto di lavoro: "Vogliamo un contratto innovativo per la valorizzazione professionale dei lavoratori, per ridisegnare i servizi, dare qualità, trasparenza, efficienza alla pubblica amministrazione".

Il loro è un punto di vista più ampio, considerando che invocano "investimenti in competenze e innovazione organizzativa: i servizi devono essere veloci, trasparenti e aperti ai cittadini. Del resto - ricordano i dirigenti sindacali - il ministro Madia fino a oggi ha parlato di riavvio della contrattazione e ci aspettiamo che smentisca le indiscrezioni che si rincorrono in questi giorni convocando finalmente il tavolo sui rinnovi contrattuali". Un'apertura interessante è giunta nei giorni scorsi arriva dal viceministro all'Economia, Enrico Morando, che ha auspicato che la somma per il rinnovo dei contratti degli statali venga aumentata, ma comunque sempre al di sotto della cifra chiesta dai sindacati, pari a 7 miliardi di euro.

Per i rappresentanti degli statali, al centro ci devono essere la valorizzazione del lavoro pubblico e buoni servizi per i cittadini: "Il contratto è lo strumento di tutela e miglioramento delle condizioni di lavoro: per questo siamo mobilitati da mesi anche con gli scioperi regionali di aprile e maggio. Ci aspettiamo, con la legge di stabilità e l'atto di indirizzo sulla contrattazione, che si inizi a discutere seriamente di rinnovo vero del contratto".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il