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DEF e referendum ufficiale data 4 dicembre o quasi da Consiglio dei ministri Governo Renzi. Sul DEF tanti problemi

Il tasso di efficacia dell'azione della maggioranza rischia di rivelarsi molto basso. Ecco i motivi.




L'attenzione è evidentemente duplice. Da una parte c'è la comunicazione ufficiale della data del referendum costituzionale, rispetto a cui l'ipotesi che sembra più probabile è quella di domenica 4 dicembre 2016, l'ultima possibile, con tanto di proteste da parte delle opposizioni. Dall'altra c'è attesa per la presentazione dell'aggiornamento del quadro macroeconomico che la maggioranza approverà domani martedì 27 settembre. Le prospettive non sono incoraggianti, tutt'altro: la crescita del Prodotto interno lordo del 2017 si fermerebbe allo 0,7%. Secondo gli ultimi calcoli, la velocità della ripresa si è dimezzata rispetto a pochi mesi fa.

La crescita peggiore delle previsioni nel 2015, 2016 e 2017 avrà un impatto sul deficit. Quest'anno, invece che al 2,3%, si dovrebbe chiudere il bilancio con un disavanzo del 2,5%. Di conseguenza, rispetto alle aspettative iniziali, dai 30-40 miliardi di euro iniziali, si potrebbe passare a una manovra di una ventina di miliardi di euro, di cui almeno 8-9 arriveranno da spending review, voluntary bis e interventi fiscali, ma con un menu particolarmente ricco. Significa che tutti saranno accontentati, compresi i sostenitori delle novità per le pensioni, ma in misura limitata e dunque il tasso di efficacia rischia di rivelarsi molto basso.

Sono poi in arrivo tagli nel settore della sanità mentre occorre dare un seguito concreto allo sblocco del contratto degli statali e vanno assunte decisione sul mercato dell'occupazione, sugli investimenti e sul bonus edilizio come strumenti per incoraggiare la crescita che ritarda. Tuttavia, la maggioranza dovrebbe avere la possibilità di scorporare dai vincoli del Patto di stabilità europeo 7-8 miliardi di euro ovvero almeno 0,4 punti di Prodotto interno lordo. Risorse legate agli interventi post-terremoto, dalla ricostruzione delle aree colpite dal sisma di agosto all'avvio del progetto Casa Italia per la prevenzione, per circa 4 miliardi di euro, e alle nuove ricadute della questione-migranti, per circa 3,5 miliardi di euro.

Dal nuovo quadro macroeconomico tracciato con la nota di aggiornamento dello strumento di programmazione, dipenderà l'entità e anche la composizione della prossima manovra che sarà varata a metà ottobre. Di positivo c'è che il capo della maggioranza ha già annunciato che non scatteranno le cosiddette clausole di salvaguardia, vale a dire gli aumenti dell'Iva che nel 2017 valgono circa 15,1 miliardi di euro. Le clausole di salvaguardia sono coperture destinate a scattare se non si realizza, o si realizzi soltanto in parte, l'effetto di una misura che ha come scopo di produrre maggiori entrate o minori uscite.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il