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Data referendum ufficiale Governo Renzi 4 Dicembre confermata, bilancio con DEF domani e pensioni mercoledì

Data ufficiale referendum costituzionale, avvio esame del Def: i temi del CdM di oggi in attesa dell’appuntamento di domani cruciale per le novità per le pensioni




Gli italiani potrebbero essere chiamati a votare per il referendum costituzionale o il prossimo 27 novembre o il prossimo 4 dicembre: sono queste le due date tra cui oggi il Consiglio dei Ministri dovrà decidere al termine di una riunione tutta pomeridiana. Si tratta di un referendum che riguarda il supermaento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, la soppressione del Cnle, la riduzione delle spese istituzionali e modifiche del Titolo V della seconda parte della Costituzionale. E si tratta, secondo le ultime notizie, di un Consiglio dei Ministri che all'ordine del giorno vedrà anche l'esame del Def, strumento di programmazione che serve per porre le basi di definizione delle misure da fa rientrare nella nuova manovra di Bilancio. La sua presentazione ufficiale dovrebbe, dunque, slittare a domani ma considerando che si attendono gli esiti delle trattative comunitarie per la concessione di un extra budget che potrebbe prevedere ulteriori margini di intervento per il nostro Paese, decisione che dovrebbe arrivare per metà ottobre, è possibile che dopo allora il Def subisca una nuova revisione.  

Molto chiaramente dipenderà dal fatto se i soldi richiesti dall’Italia alla Comunità saranno dati o meno. Al momento si sa che la prossima manovra dovrebbe avere un costo compreso tra i 23 e i 26 miliardi di euro, molto meno, dunque, rispetto ai 30-40 miliardi stimati in un primo momento, ma di questa somma solo 7 sono i miliardi realmente disponibili e gli altri soldi necessari devono essere recuperati da provvedimenti di tagli e revisioni, come la riduzione ulteriore del fondo sanitario nazionale o delle partecipate, da cui, per esempio, si potrebbe ricavare in totale circa un miliardo e mezzo di euro, senza i quali difficilmente si potrà attuare la manovra. Insieme ad una revisione della spesa pubblica, saranno necessari ulteriori soldi che si spesa appunto arrivino dalla Comunità. Nel frattempo, manca una comunione di intenti, tra chi ritiene prioritarie misure come nuove spinte per investimenti, per le imprese e per ricerca e sviluppo e chi, invece, ritiene prioritaria l’attuazione di novità per le pensioni.

Ma il fatto che le novità per le pensioni non rappresentino per molti, e soprattutto per i tecnici dell’Economia, una priorità non è una sorpresa, perché è stato spesso ribadito come sarebbero migliori altre misure, tanto che solo qualche giorno fa il ministro dello Sviluppo Economico ha presentato, come hanno riportato le ultime e ultimissime notizie, il nuovo piano Industria 4.0, del valore di ben 13 e volto proprio a dare nuova spinta a imprese, investimenti e sviluppo. A queste misure si affianca il necessario sblocco della contrattazione pubblica che, stando ad alcune stime, dovrebbe richiedere ben sette miliardi. Solo due invece i miliardi che dovrebbero essere destinati alle novità per le pensioni tra mini pensione e aumenti delle pensioni inferiori e cumulo gratuito di tutti i contributi previdenziali.

Ma domani, in occasione del nuovo confronto che si terrà tra maggioranza e forze sociali, dovranno essere forniti anche ulteriori dettagli sul funzionamento della mini pensione, sulla definizione della categoria di lavoratori impegnati in occupazioni faticose e pesanti, ora anche ad alto rischio, e sul futuro che sarà riservato a coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, cioè a 14 o 15 anni. Domani dovrebbe essere il giorno definitivo per chiudere finalmente il cerchio su una questione previdenziale che, come hanno riportato anche le ultime notizie, è da tempo ormai talmente intricata che servono conferme di misure reali da attuare per tirare davvero un sospiro di sollievo e sperare che qualcosa cambi anche se le novità per le pensioni che la maggioranza starebbe al momento valutando, con particolare riferimento alla mini pensione, non sono quelle auspicate, né universali per tutti, né strutturali, per cui il problema dell’elevata età pensionabile per lasciare la propria attività si riproporrà.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il