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Pensioni ultime notizie due novità a latere nell'incontro Sindacati-Governo Renzi con quattro novità mini pensioni, quota 41

Le novità per le pensioni in discussione domani tra governo e sindacati e cosa altro aspettarsi: dettagli, definizioni e posizioni maggioranza




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:03): Accanto a quelle più importanti per le novità per le pensioni, vi sono due meno importanti ma sicuramente da non sottovalutare La prima che finalmente si possa conoscere qualcosa sul contributivo femminile quando si analizzerà il contatore anche se il tutto dorvebbe sseguire un iter in aula già deciso, ma potrebbe ientrare in quanto non si capisce ancora quando ci sarà ,quindi, un sollecito pare possibile in questa sede dalle ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:47): Nell'incontro tra Governo Renzi-Sindacati in sintesi dalle ultime notizie si può dire che vi sono quattro novità per le pensioni più importanti e due un poco meno perchè non prettamente la sede, ma comunque per ilr esto significative. Per quelle importanti:

- novità pensioni attraverso mini pensioni
- novità pensioni quota 41
- novità pensioni aumento pensioni inferiori
- novità pensioni occupazioni pesanti

Novità pensioni con mini pensioni, novità per le pensioni di quota quota 41, aumenti delle pensioni inferiori, novità pensioni per chi ha svolto attività faticose, cui potrebbe affiancarsi una quinta novità per le pensioni che potrebbe essere una sorta di compromesso per lo sblocco della contrattazione pubblica, ferma ormai da sei anni che le forze sociali chiedono assolutamente di sbloccare, ma che potrebbe significare sottrarre soldi ad ulteriori novità per le pensioni, contribuendo, pertanto, a peggiorare misure che di per loro sono già minori per le pensioni, perché le novità per le pensioni più importanti, e cioè novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41, sono già state rimandate perché avrebbero richiesto un budget troppo elevato e di cui lo Stato al momento non dispone. Queste sarebbero le questioni che domani saranno affrontate nel corso del nuovo confronto tra governo Renzi e sindacati, un confronto che dovrebbe essere l’ultimo di una serie per arrivare finalmente ad una conclusione sulle questioni previdenziali più importanti.

Ma a queste quattro novità per le pensioni che saranno discusse domani, se ne affianca una quinta, che sarebbe l’ulteriore proroga del contributivo donna: si tratta,però, di una novità per le pensioni che segue un iter diverso, perché più che attendere il confronto di domani tra governo e forze sociali, si attende in realtà una decisione parlamentare in merito. Per la nuova proroga del contributivo donna, che gli stessi sindacati, insieme ad alcune forze politiche e al Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio, chiedono di rimandare al prossimo 2018, si potrebbe già parlare di conclusione positiva delle discussioni, considerando che sarebbe già disponibile il budget che deriverebbe dai soldi avanzanti da quel tesoretto di 2,5 miliardi di euro che erano già stati stanziati l’anno scorso per la proroga di questo meccanismo di prepensionamento, molto penalizzante, per le donne per tutto quest’anno. Ma si tratta di una cifra che già l’anno scorso stesso si era detto era essere troppa e pertanto ciò che avanzerà dovrebbe essere reimpiegato per un ulteriore rinvio del contributivo donna.

Passando alla mini pensione che anticipa di tre anni la soglia di pensionamento rispetto ai 66 anni e sette mesi attualmente necessaria, prevedendo un piano di rimborso 20ennale e decurtazioni sulla pensione fiale comprese tra il 5 e il 10%, in base al reddito pensionistico di ogni singolo lavoratore e che dovrebbero però azzerarsi per le categorie di persone considerate svantaggiate, vale a dire chi è rimasto senza occupazione, invalidi, lavoratori rimasti inabili a causa di incidente durante lo svolgimento della propria occupazione e chi è impegnato in occupazioni faticose. In questi casi gli oneri diventerebbero pari a zero per redditi fino a 1.500 euro lordi al mese (che le forze sociali vorrebbero portare a 1.650 euro) e per chi rientra in questa fascia di reddito si azzererebbero anche gli interessi che saranno a carico dello Stato. Nel caso, invece, di redditi superiori bisognerebbe considerare sia oneri che interessi a carico del lavoratore stesso.   

Per quanto riguarda il capitolo occupazioni faticose, la maggioranza vorrebbe estendere questa definizione anche a coloro che svolgono attività che possono implicare un alto rischio di infortunio, includendo, quindi, marittimi imbarcati, lavoratori edili, macchinisti e ferrovieri. Solo domani si scioglierà questo nodo insieme a quello dei cosiddetti quota 41, coloro che cioè sono entrati da giovanissimi nel mondo occupazionale, cioè ad un’età inferiore ai 16 anni. Per permettere loro di raggiungere i 41 anni di contributi prima, potranno essere riconosciuti 3 o 4 mesi di contributi figurati da calcolare per ogni anno di occupazione effettivamente svolta e fino al compimento del 18esimo anno di età. O forse anche il 19esimo. Questi dettagli devono ancora essere definiti ma sarà interessante capire se davvero questa sorta di quota 41 potrà rientrare nella mini pensione e se interesserà esclusivamente chi ha svolto o svolge ancora attività faticose, così come hanno riportato le ultime e ultimissime notizie.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il