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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 odierno DEF, domani riunione forze sociali e UE

Dalla giornata odierna al vertice Ue: gli appuntamenti cruciali della maggioranza per definizione Def e novità per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:45): C'è anche un altro motivo per cui le novità per le pensioni non decollano e, stando alle ultime e ultimissime notizie, non decolleranno. Il capo della maggioranza e il responsabile del Tesoro sono ancora alle prese con i calcoli, non sempre univoci tra Via XX Settembre, tradizionalmente più prudente, e la sede centrale, ispirato invece da una logica più espansiva. 

Si preannunciano giornate piuttosto intense per gli impegni che la maggioranza si prepara ad affrontare in vista della fine dell’anno, della definizione delle misure che si devono approvare e delle trattative comunitarie. Le ultime notizie sono, però, piuttosto ricche di contraddizioni: nei giorni scorsi, infatti, tutto sembrava ben definito anche se in realtà la situazione attuale è piuttosto concitata, dal Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto decidere la data del voto costituzionale, che è stata programmata al prossimo 4 dicembre, all’inizio dell’esame del nuovo Def, sempre in CdM, ma che è saltato e che si prepara ad essere presentato oggi con tutta la revisione dei conti possibile per farli quadrare in vista dei provvedimenti da inserire nella nuova finanziaria, alla nuova riunione con le forze sociali, durante la quale si dovranno sciogliere finalmente, o almeno così si spera, gli ultimi nodi sulle novità per le pensioni. E intanto domani è in programma anche il nuovo vertice Ue a Berlino: ci saranno cancelliera tedesca, presidente francese, presidente della commissione comunitaria Juncker, ma non ci sarà il nostro premier.

Il grande assente proprio in una giornata in cui si parlerà di politiche comunitarie, possibilità di ulteriori ‘ammorbidimenti’ di quelle politiche comunitarie austere che secondo le stesso premier italiano non servono ormai a nulla perché non portano davvero a percorsi di crescita. Occhi puntati nella giornata odierna sul Def che si preannuncia cruciale, come accennato, per i provvedimenti da approvare entro la fine dell’anno, anche se lo stesso strumento di programmazione potrebbe essere ancora rivisto, verso la metà del mese di ottobre, in caso di esito positivo delle trattative comunitarie sulla concessione del nuovo extra budget richiesto dall’Italia. In quel caso, infatti, si avrebbero a disposizione nuovi soldi che potrebbero permettere ulteriori margini di intervento, per cui bisognerà rivedere eventualmente conti e misure in cui investire i soldi in più. Ciò che l’Italia ha chiesto alla Comunità sono circa 15 miliardi di euro, con il ricorso anche alle cosiddette circostanze eccezionali, che sarebbero le opere di ricostruzione dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia.

La trattativa comunitaria permetterebbe alla maggioranza di scorporare dal patto di stabilità spese per circa 0,4 punti di Pil, circa 7-8 miliardi di euro in più, uno 0,2, per le spese da sostenere dopo il terremoto e per il Piano Casa Italia, e uno 0,2 per la questione migranti. In questo modo si avrebbero i 15 miliardi di euro necessari per coprire lo sblocco delle spese passate e alla maggioranza non resterebbe che recuperare ‘solo’ 8 miliardi di euro per la realizzazione di tutti quei provvedimenti al vaglio e necessari per portare l’Italia a crescere nuovamente, tra nuove misure a sostegno di imprese e sviluppo, piano industria 4.0, ecobonus, sblocco dei contratti per gli statali e novità per le pensioni. Si tratta di ulteriori soldi che potrebbero essere recuperati a partire da un nuovo piano di revisione della spesa pubblica, per arrivare ai nuovi soldi che deriverebbero dal piano di rientro dei capitali e dal comparto giochi. Il Def di oggi svelerà i primi numeri reali su cui lavorare mentre il vertice Ue di domani potrebbe riportare nuove indicazioni sulle intenzioni della Comunità.

Cruciale per la definizione di novità per le pensioni che da sempre sembrano essere le misure più a rischio nell’ambito di revisioni dovute a mancanza di budget le ultime notizie che deriveranno dalla riunione di domani con le forze sociali. Al centro del confronto, certamente, le novità per le pensioni che, stando alle ultime e ultimissime notizie, dovrebbero essere circoscritte a definizione dei dettagli di funzionamento della mini pensione e a regole ad hoc per determinate categorie di lavoratori come coloro che sono entrati da giovanissimi nel mondo occupazionale, cioè ad un’età inferiore ai 16 anni, e coloro che sono impegnati o hanno svolto attività pesanti e faticose. Se per la mini pensione nelle ultime settimane, come riportato dalle stesse ultime notizie, si sono susseguite ipotesi di modifica tali da estendere tale meccanismo di prepensionamento a sempre più persone, per chi ha iniziato a lavorare presto e chi svolge occupazioni faticose la situazione sembra più complicata.

Rimandata la quota 41 perché troppo costosa, le ipotesi su cui la maggioranza sta lavorando e che saranno discusse domani con le forze sociali riguardano il riconoscimento di contributi figurativi, che dovrebbero essere di 3 o 4 mesi, per coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 16 anni e fino al 18esimo anno di età in modo da permettere a questi lavoratori di raggiungere quota 41 entro il 2017. Ma è possibile che questo sistema possa interessare solo coloro che da 14, 15 anni hanno svolto occupazioni pesanti e non tutti quelli che hanno iniziato a lavorare prima dei 16 anni indipendentemente dal tipo di occupazione svolta. Insieme a questo nodo da sciogliere, soluzione a cui le forze sociali continuano a preferire la ‘tradizionale’ quota 41, c’è la questione lavoratori faticosi. Sembra che la maggioranza abbia intenzione di inserire in questa categoria di lavoratori anche coloro impegnati in attività ad alto rischio infortunio. Per queste persone la mini pensione dovrebbe essere a costo zero se il loro reddito arriva a 1.500 euro lordi al mesi, somma che invece le forze sociali vorrebbero alzare a 1.650 euro mensili. Solo domani si saprà come la mini pensione potrebbe essere davvero formulata nella sua versione definitiva e novità per occupazioni faticose e lavoratori entrati nel mondo occupazionale prima dei 16 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il