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Statali rinnovo contratti, pubblico impiego: riunione tecnica svolta ieri. Cosa è stata detto e numeri del DEF

Continua a non esserci comunanza di vedute sulle modalità di rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici.




Rendere i lavoratori del pubblico impiego responsabili delle scelte dell'amministrazione, inserendo la partecipazione diretta nel nuovo contratto. A lanciare la proposta sono Cgil, Cisl e Uil che si sono riunite proprio nei giorni in cui dovrebbe rendere il via la trattativa vera e propria per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Un'idea che trova anche sostegno nella controparte governativa. Decidere insieme ai dirigenti permetterebbe anche di risolvere in modo pacifico il tema della produttività. In ballo c'è la distribuzione dei premi. Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, non vuole procedere a pioggia e le organizzazioni sindacali invitano a superare le griglie della legge Brunetta.

Il punto è che la crescita anemica pesa come un macigno sugli spazi di intervento per la prossima manovra economica e anche sul budget da destinare allo sblocco del contratto degli statali. Nei numeri tendenziali, al netto delle politiche del governo, l'andamento dell'economia dovrebbe fermarsi a +0,6%, praticamente la metà di quanto stimato in primavera. Ma a dover impegnare oltre 15 miliardi di euro per evitare l'aumento dell'Iva restringe a non più di 7-8 miliardi il campo per misure espansive che spingano il Prodotto interno lordo sull'1%. Ci sono quindi ragioni di opportunità e non solo di merito a spingere Palazzo Chigi a restringere il budget e a distribuirlo sono in base alla produttività e non a tutti gli statali in maniera indistinta.

La soglia del numero pieno sarebbe infatti quella che il governo punterebbe a inserire nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza come dato programmatico, quello cioè che tiene conto dell'effetto della manovra di bilancio e su cui si calcola il rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo e tra debito e Prodotto interno lordo da presentare all'Europa. Raggiungerla non sarà una passeggiata, considerando tutti i limiti imposti dalle regole europee da un lato e dalla frenata dell'economia dall'altro. Il dialogo con Bruxelles è aperto da tempo e sta proseguendo in queste ultime ore per trovare un punto di caduta tra la rigidità dei Trattati e la flessibilità politica che la Commissione ha più volte manifestato.

Per le tre sigle sindacali di categoria, dopo sette anni "non è pensabile alcun ponte tibetano, bisogna trovare le risorse per valorizzare i lavoratori e rimettere in moto la macchina pubblica. I dipendenti pubblici vogliono lavorare meglio per dare di più ai cittadini".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il