"Tasse bellissime" secondo il ministro Padoa Schioppa. Sono un "segno di civiltà"

In un momento di 'esuberanza' non controllata, non raro in questa fase della sua vita, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha difeso oggi in televisione l'imposizione fiscale



In un momento di "esuberanza" non controllata, non raro in questa fase della sua vita, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha difeso oggi in televisione l'imposizione fiscale. «La polemica anti tasse è irresponsabile. Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l'istruzione e l'ambiente», con questo confondendo la responsabilità di essere eticamente impegnati a dare come contribuenti il dovuto, con il degenerativo e distruttivo metodo di togliere alla economia la linfa della crescita per rafforzare burocrazie parassitarie e evasori senza remore

Controcorrente rispetto all'alto gradimento che sembrano registrare tra l'opinione pubblica le critiche ai costi della politica e le ipotesi di sciopero dei tributi, il ministro, intervistato da Lucia Annunziata su Rai Tre, ha anche sostenuto la necessità di destinare i futuri introiti provenienti dalla lotta contro l'evasione fiscale alla riduzione delle aliquote Irpef.

"Magari si può essere insoddisfatti per la qualità dei servizi. Non penso tuttavia che la richiesta dei sindacati di una riduzione dell'Irpef si debba scambiare con la polemica irresponsabile sullo sciopero fiscale", ha aggiunto Padoa-Schioppa.

La manovra finanziaria appena approvata dal governo destina gran parte dell'extra gettito 2007 e 2008 al finanziamento di nuove spese e in parte minore alla riduzione dell'imposta comunale sugli immobili (Ici).

Il ministro ha assicurato che "lo spazio per destinare il recupero di evasione alle spese è finito" e ha detto che in futuro "quanto recuperato andrà destinato in via esclusiva al contribuente".

"Un elemento fondamentale - riporta Corriere.it - della nostra azione è che nessuno pensa che i nostri conti pubblici possono saltare e quindi si parla di un graduale calo delle tasse dentro un sistema che deve tendere all'equilibrio di bilancio. E' naturale che si chieda che l'imposta che deve scendere sia l'Irpef".

Tornando all'ondata di antipolitica che riempie le piazze e gli spazi televisivi Padoa-Schioppa osserva che forse in Italia è "una tentazione più forte che in altri Paesi per ragioni storiche, ossia perchè per tanti anni siamo stati governati da lontano e quindi c'è un senso di estraneità che fa parte della cultura diffusa. E' un fenomeno pericoloso", ha commentato Padoa-Schioppa.

E fra le prime mosse che occorrerebbe compiere per riavvicinare la politica al cittadino c'è la riforma della legge elettorale: "E' una legge pessima. Come cittadino penso che aver votato una volta con questa legge sia stato troppo".

Il ministro non si è voluto sbilanciare sulle sue preferenze in tema di modelli elettorali.

"Il sistema tedesco funzionava bene quando c'erano due partiti grossi e uno piccolo, funziona meno bene adesso che ci sono due partiti grossi e tre piccoli. Il sistema francese non evita la coabitazione", ha osservato. "La cosa importante è che il governo sia scelto dai cittadini".

L'opposizione e anche numerosi rappresentanti della stessa maggioranza non hanno lesinato dure critiche e qualche ... sberleffo al titolare del dicastero di via XX Settembre.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il