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Pensioni ultime notizie contributivo donna, mini pensioni, quota 41, quota 100 ufficiali e ufficiose domande e risposte

Come funziona il contributivo donna, chi può accedervi e come e attesa per ulteriore rinvio di questa novità per le pensioni: decisivi i prossimi giorni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:17): La maggioranza ha deciso di ridurre il budget destinato alle novità per le pensioni e molti dei provvedimenti immaginati rimarranno fermi in un cassetto. Se ne rendono conto anche le forze sociali, di cui le ultime e ultimissime notizie, riferiscono di una moderata soddisfazione. Restano ancora tante cose da fare, affermano, ma l'intesa raggiunta è un punto di partenza.

Ci si avvia alle discussioni finale sulle novità per le pensioni ormai in discussione da mesi e tra novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41, mini pensione, aumento delle pensioni inferiori, e il gran caos delle cifre necessarie e non disponibili, le ultime notizie confermano che tra le novità più fattibili potrebbe esserci la novità pensione con contributivo donna, una possibilità che sembra diventare sempre più reale per una disponibilità già esistente del budget necessario. Cerchiamo di chiarire le ultime notizie, ufficiali e ufficiose, che interessano questo sistema di prepensionamento per le donne.

Quali sono le regole del sistema contributivo donna?

Il contributivo donna è un sistema di prepensionamento, sperimentale, pensato per anticipare l’età pensionabile solo delle donne e permette alle lavoratrici di andare in pensione con 35 ani di contributi e 57 anni, o 58 per le autonome e le lavoratrici private, accettando, però, forti riduzioni sul trattamento pensionistico finale maturato, di circa il 30%. Secondo quanto in vigore al momento, chi compie 57 o 58 anni dopo il 31 dicembre di quest'anno non potrà più lasciare anzitempo la propria attività, ma se il contributivo donna venisse ancora rinviato, allora le lavoratrici italiane potranno ancora anticipare la loro età pensionabile probabilmente fino al prossimo 2018.  

Quando arriverà la decisione finale e chi deve prenderla?

La decisione di un ulteriore rinvio del contributivo donna spetta al Parlamento: solo al termine delle operazioni di controllo del budget avanzante da quel tesoretto di 2,5 miliardi di euro già stanziato l’anno scorso per il rinvio di questo sistema ancora a quest’anno, si potrà decidere cosa fare, ma molto probabilmente, stando a ultime notizie ufficiose, il rinvio sarebbe alle porte, perché le disponibilità economiche ci sarebbero. Già l’anno scorso, infatti, si era detto che la cifra stanziata sarebbe stata esagerata e che certamente sarebbero avanzate risorse da poter reimpiegare e chiaramente le richieste di reimpiego sono state quelle di adoperare gli stessi soldi per rimandare ancora la possibilità di prepensionamento con contributivo donna ancora e fino al 2018. Entro una decina di giorni dovrebbero arrivare risposte ufficiali.

Quali sono dunque i requisiti specifici previsti dal contributivo donna per statali, private e autonome?

Per andare in pensione prima le lavoratici pubbliche devono essere nate entro il 30 settembre 1958, aver raggiunto i 57 anni e tre mesi di età e almeno 34 anni e 11 mesi di contributi, aggiungere a tali requisiti la finestra mobile dei 12 mesi per andare in pensione nel 2017. Anche le lavoratrici private, per andare in pensione da gennaio 2017, devono essere nate entro il 30 settembre del 1958, aver compiuto 57 anni e tre mesi di età e aver maturato almeno 35 anni di contributi, requisiti cui sommare una finestra mobile di 12 mesi. Questa finestra sale a 18 mesi per le lavoratrici autonome che per poter andare in pensione prima con il contributivo donna devono essere nate entro il 30 settembre 1957, aver raggiunto i 58 anni e tre mesi di età e maturato almeno 35 anni di contributi.

Quando è stato introdotto il contributivo donna?

Il sistema sperimentale del contributivo donna è entrato in vigore per la prima volta nel 2014 per rendere i requisiti di pensionamento delle donne, impegnate anche nei lavori di cura della famiglia, meno rigidi rispetto a quelli attualmente richiesti, pur a fronte di forti decurtazioni sulla pensione finale dovuti al calcolo con metodo contributivo del trattamento finale, cioè sulla base dei contributi realmente versati nel corso della propria vita lavorativa piuttosto che sulla base della media degli ultimi stipendi percepiti, come previsto dal più vantaggioso sistema retributivo.

Quanto può ridursi la pensione finale di una lavoratrice che sceglie di andare in pensione con il contributivo donna?

Le riduzione della pensione finale con calcolo interamente contributivo sarebbe di circa il 25, 30%. Per fare qualche esempio pratico, chi percepisce uno stipendio di 1.700 euro netti al mese potrebbe avere una pensione finale di neanche 1.200 euro mensili; chi, invece, percepisce uno stipendio di 3mila euro netti al mese, riceverebbe una pensione di circa 1.600 euro.

Con l'ulteriore proroga del contributivo donna al 2018 potrà andare in pensione prima anche chi matura i requisiti necessari nello stesso anno?

No, perchè alla maturazione del requisito anagrafico di 57 o 58 anni bisogna poi aggiungere la finestra mobile di 12 mesi, che diventano 18 per le lavoratrici autonome, momento a partire dal quale potrà essere erogato l'assegno. E maturando i requisiti pensionistici nello stesso 2018, l'aggiunta dei mesi previsti dalla finestra mobile rimanderebbe il momento della pensione al 2019.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il