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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 cosa dicono davvero dai numeri del DEF

I numeri reali emersi da Def disponibili per nuovi provvedimenti in Italia e conseguenze per novità per le pensioni: budget ancora ridotto




I numeri del Def presentato ieri sera non prospettano nulla di buono per tutti gli interventi che la maggioranza ha intenzione di approvare entro la fine dell’anno e, soprattutto, per le novità per le pensioni. Per queste ultime, infatti, il budget dovrebbe ancora ridursi dai due miliardi che erano fino a ieri sul tavolo per l’attuazione di modifiche pensionistica a 1,5 miliardi di euro, una riduzione che significherebbe l’impossibilità di realizzare tutto ciò che si vorrebbe in relazione all’ampliamento della platea di beneficiari della mini pensione. Le ultime notizie di questi giorni si sono, infatti, in particolare concentrare sulle novità per le pensioni che la maggioranza stava mettendo a punto per coloro che hanno iniziato a lavorare giovanissimi e chi è impiegato in occupazioni faticose. Si studiavano soluzioni per far rientrare questi particolari lavoratori nella mini pensione, attraverso il riconoscimento di contributi figurativi di 3 o 4 mesi per coloro che sono entrati nel mondo occupazione prima dei 16 anni e fino al compimento del 18esimo anno di età per permettere a questi lavoratori di raggiungere i 41 anni di contributi entro il 2017.

Per chi svolge, o ha svolto occupazioni faticose e pesanti, comprese, ipotizzavano le ultime notizie, quelle ad elevato rischio infortuni, la mini pensione avrebbe dovuto essere a costo zero, senza previsione di alcun onere per redditi fino a 1.500 euro lordi al mese. Ma si tratta di novità per le pensioni che avrebbero avuto strada molto più facile se, chiaramente, il budget a disposizione per la loro attuazione fosse stato più alto, almeno di quei due miliardi annunciati. Con la riduzione a 1,5 miliardi, probabilmente, queste ulteriori misure per estendere la mini pensione a sempre più persone potrebbero saltare. Senza considerare che il pacchetto previdenziale che la maggioranza vorrebbe approvare entro la fine dell’anno, insieme alla mini pensione e novità pensioni per chi ha è entrato nel mondo occupazionale a 14, 15 anni e per chi è impegnato in occupazioni faticose, prevede aumenti delle pensioni inferiori, per cui avrebbero dovuto essere impiegate tutte le risorse avanzanti dal budget definito per le novità per pensioni sottratti i 500 milioni di euro, che sarebbero potuti diventare 600 milioni o potrebbero ancora, destinati alla mini pensione; ma anche cumulo gratuito di tutti i contributi previdenziali, per cui si erano stimati 100 milioni di euro.

Se le ulteriori misure ipotizzate dalla maggioranza in questi ultimissimi giorni dovessero davvero saltare, si tratterebbe di una situazione che renderebbe certamente difficile riunione e rapporti tra maggioranza e forze sociali, oggi pronti nuovamente a confrontarsi, e tra maggioranza e cittadini stessi e non andrebbe affatto bene in vista del voto costituzionale che chiamerà a votare gli italiani il prossimo 4 dicembre. La situazione è decisamente ingarbugliata ma difficilmente si potranno cambiare le cose visti i numeri. Dalle ultime notizie è, infatti, emersa una crescita economica del nostro Paese decisamente lenta che riduce notevolmente il budget a disposizione per la realizzazione di molte misure.

In particolare,  stando alle ultime e ultimissime notizie, la crescita italiana si fermerà allo 0,8% quest'anno per poi attestarsi all'1% nel 2017, il rapporto deficit/Pil si attesterà al 2,4% quest'anno e al 2% il prossimo anno, con una possibile estensione di un ulteriore 0,4%. L’Italia chiederà un ulteriore indebitamento dello 0,4% per risolvere i problemi nati all’indomani del terremoto che ha colpito il Centro Italia e per la gestione dell’emergenza migranti. E tra le misure contenute nella versione aggiornata dello strumento di programmazione, la conferma della revisione dei contratti del pubblico impiego, anche se le risorse a disposizione sarebbero di appena 700 milioni di euro contro i 7 miliardi che sono stati stimati invece come necessari; il congelamento dell'aumento dell'Iva, per un costo di 15 miliardi di euro; interventi sulla sanità; piano Industria 4.0, per cui si era detto che sarebbero servirei 13 miliardi ma assolutamente non disponibili e notevolmente ridotti; proroga degli incentivi per i lavori di riqualificazione energetica per tutto il 2017; e delle novità per le pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il