Conferenza di Pace per Israele e Palestina si terrà in Usa a Novembre. C'è ottimismo

La conferenza di pace per il Medio Oriente probabilmente si terrà il 26 novembre. L'ottimismo pare prevalere tra le parti, Bush compreso



La conferenza internazionale di pace per il Medio Oriente, proposta dal presidente statunitense George W. Bush, dovrebbe tenersi il 26 novembre ad Annapolis, nel Maryland. Questa la notizia del quotidiano 'Ha'aretz', tratta da fonti israeliane, ma si aspetta ancora la conferma americana, che dovrebbe pervenire a seguito della visita di Condoleeza Rice nella regione.

Prenderanno il via la prossima settimana i negoziati tra palestinesi e israeliani per arrivare ad una formula comune da presentare a questo appuntamento decisivo: lo dichiara Abu Ala, capo del team negoziatore palestinese. In contemporanea si riuniranno periodicamente il presidente dell'Anp Abu Mazen e il premier israeliano Ehud Olmert.

Abu Ala spiega, in un'intervista ad Aki-Adnkronos International, che nelle trattative verranno toccati temi importantissimi, quali "Gerusalemme, i confini, le colonie, i rifugiati, l'acqua e il primo articolo della Road Map che prevede di porre fine agli insediamenti e alla costruzione del muro, il ripristino delle istituzioni di Gerusalemme, la liberazione dei prigionieri, e altro". Su tutte queste questioni è necessario trovare un accordo, motivo per cui si è deciso di intensificare il processo di negoziazione: "dobbiamo sederci e stabilire quale sia la portata di ogni questione e fissare un ordine e un'agenda temporale". Il responsabile sottolinea poi che si tratta di "un passo importante". "Senza dubbio - conclude - il successo di questa conferenza richiede molto sforzo da parte di tutti".

Della stessa opinione George Bush, che in un'intervista ad 'al-Arabiya' ha affermato l'importanza della conferenza e si è dichiarato ottimista, ritenendo "che ci siano concrete possibilità di giungere alla pace". Nell'intervista l'inquilino della Casa bianca ha parlato anche dell'Iran e della relativa crisi, specificando che "non bisogna usare la politica per ottenere le armi nucleari perchè questo rappresenta una grossa minaccia per il mondo, ed in particolare - sottolinea Bush - perchè l'obiettivo annunciato è quello di distruggere Israele". Rassicura poi sul fatto che non verrà abbandonata la politica diplomatica con Unione Europea, Cina e Russia, così come si continuerà nella politica delle sanzioni per cercare di far cambiare rotta a Teheran. La conclusione pare meno ottimistica: "nel caso di interruzione del programma nucleare ci sederemo intorno a un tavolo, ma finora (gli iraniani) non hanno voluto agire in questo modo".

Il tema Iran è affrontato poi in un'altra intervista, quella a Farouk Kaddoumi, il capo dell'ufficio politico e 'ministro degli esteri' dell'Olp, comparsa in prima pagina sul quotidiano palestinese al Quds al Arabi. In primo piano un eventuale attacco israeliano all'Iran "per delega Usa", attacco che colpirebbe il reattore nucleare, ma - precisa Kaddoumi - "l'Iran ha missili in grado di incendiare interamente Israele".

Il ministro dell'Olp non è tenero con Abu Mazen, che accusa di intavolare "trattative drammatiche" con il premier israeliano, e che invita a non partecipare alla conferenza di pace poiché "è stata organizzata per migliorare l'immagine dell'America". Sono molti i temi affrontati dall'esponente di al Fatah, tra cui quello del diritto di ritorno in Patria dei profughi, che Kaddoumi antepone alla costruzione di uno Stato palestinese. Conclude poi prospettando che "entro l'anno il movimento Hamas entrerà a far parte dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il