BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Tfa terzo ciclo: lettera sindacati con problemi a Presidente della Repubblica

Le nuove contestazioni delle organizzazioni sindacali espresse in una lettera aperta congiunta al capo dello Stato.




Verrebbe da dire che mai come adesso il mondo della scuola sta attraversando una fase di caos. L'esempio più recente è l'aria di mistero che sta avvolgendo l'attivazione del terzo ciclo del Tfa. Il ministro dell'Istruzione giura che, almeno per quest'anno, non se ne può fare a meno, ma risultati non se ne vedono. La data di pubblicazione del bando è tutta da scoprire. E poi ci sono i problemi legati al concorso scuola, alle procedure di mobilità con tanto di ricorsi al giudice del lavoro e alle assunzioni. Insomma, siamo davanti a un melting pot, rispetto a cui la chiarezza è poca e l'impressione è che ci sia bisogna di Buona scuola parte seconda.

A tenere viva l'attenzione, al di là del Tfa terzo ciclo, sono ora i sindacati di categoria che hanno scritto una lettera aperta congiunta al presidente della Repubblica in vista della cerimonia di apertura dell'anno scolastico, in programma venerdì a Sondrio, a cui sarà appunto presente il capo dello Stato. Nel mirino i tanti problemi "frutto di scelte assai controverse e discutibili in materia di politica scolastica e di errori nell'applicazione di intese contrattuali, a scapito di diritti che è doveroso ripristinare". Da qui il richiamo all'esigenza di aprire una fase di discussione e ampio confronto finalizzata a ricostituire, su obiettivi e strategie di rinnovamento e crescita del sistema scolastico, "un contesto di più ampia e forte condivisione".

Più nello specifico, sono quattro i punti evidenziati. Il primo è l'alto numero "delle classi sovraffollate, specie laddove le dotazioni organiche non consentono di far fronte adeguatamente all'incremento della popolazione scolastica". Quindi la mancata assicurazione della "piena agibilità degli spazi di ampliamento dell'offerta formativa, a causa dei vincoli cui deve sottostare l'impiego del cosiddetto organico potenziato". Le organizzazioni sindacali fanno poi notare che le dotazioni organiche del personale Ata "restano insufficienti e non consentono di assicurare il regolare espletamento degli adempimenti amministrativi e le necessarie condizioni per la vigilanza degli ambienti scolatici".

A loro dire, si tratta di una "situazione aggravata anche dalle restrizioni nel ricorso a supplenze introdotte dalla legge di stabilità per il 2015". Infine, ma non di minore importanza, indice puntato contro "gli effetti delle numerose irregolarità riscontrate nelle operazioni di trasferimento (comportanti – come già ricordato – la lesione di diritti individuali solo in minima parte risolta in sede conciliativa), insieme al protrarsi nel tempo delle operazioni di assunzione, stanno determinando ancora una volta ripetuti avvicendamenti del personale, a danno della continuità didattica".

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il