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Statali rinnovo statali, pubblico impiego, rinnovo stipendi: ecco perchè per forza ci dovrebbe essere un aumento

Tra i punti fondamentali sull'aumento dello stipendio c'è quello relativo a come distribuire i soldi agli statali.




Per i dipendenti pubblici dovrebbe arrivare lo sblocco del contratto, fermo da sette anni. Anzi arriverà senz'altro l'aumento dello stipendio e la ragione è molto semplice. C'è una sentenza della Corte costituzionale che lo impone e l'appuntamento non è più rinviabile. In realtà è meno facile del previsto lo stanziamento di un budget superiore ai 300 milioni di euro già stanziati. È possibile che si arrivi al miliardo di euro, ma alla luce delle previsione di crescita al ribasso contenute nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, non è poi così scontato. Nel Def dell'aprile scorso, la previsione del Prodotto interno lordo per il 2016 era dell'1,2%, che ora scenderebbe fra lo 0,8% e lo 0,9%, in linea con le analisi internazionali.

Il secondo punto fondamentale è poi quello di come distribuire i soldi agli statali. Il governo è intenzionato a fissare una soglia al di sopra della quale non ci saranno aumenti per lo stipendio base. Si parla di una cifra intorno agli 80.000 euro, che escluderebbe i dirigenti. Per gli altri gli aumenti non dovrebbero essere a pioggia ma legati alla produttività. Una scelta che punta a rendere più efficiente la pubblica amministrazione e a evitare che chi è sotto i 26.000 euro lordi all'anno perda il bonus da 80 euro al mese. Il rischio di un clamoroso autogol è infatti possibile.

Il tutto mentre le organizzazioni sindacali di categoria chiedono per pubblico e privato "stesse regole sulla democrazia e stesse opportunità per la contrattazione". Che vuol dire stesse "responsabilità, ma anche stesse possibilità di sviluppo professionale e valorizzazione delle competenze. E stesso ruolo nel definire le regole del gioco". Per questo "porteremo al governo la nostra proposta: un contratto innovativo che valorizzi il lavoro, riassegnando alla contrattazione la funzione di regolare condizioni e organizzazione del lavoro". A loro dire "il contratto è un diritto, ma è anche lo strumento per garantire migliori servizi ai cittadini: con più produttività, più motivazione, più partecipazione".

C'è appunto un problema di budget, anche se Bruxelles sarebbe favorevole a concederci almeno il 2,3% per l'anno prossimo, considerando emergenze come il sisma e i migranti (il Fondo Monetario Internazionale ha detto che le migrazioni possono avere un impatto positivo sulla crescita nel lungo periodo). Per il governo si libererebbero 7-8 miliardi di euro di risorse, ma resta da capire se una parte di queste verrebbe spesa per rinnovare il contratto dei dipendenti pubblici. Di certo almeno 1,5 andrebbero alle pensioni ovvero 500 milioni di euro in meno rispetto alle richieste dei sindacati: le parti ne discutono proprio oggi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il