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Pensioni ultime notizie e prospettive novità simulazioni conteggi soldi necessari realmente per novità quota 100, quota 41

Calcoli e simulazione sui costi per lo Stato e il pensionando derivanti dall'introduzione di novità per le pensioni.




Sono i numeri a rivelare come intervenire sulle novità per le pensioni ha un costo che le casse dello Stato può rivelarsi spesso insostenibile. Ed è proprio per questo motivo che alcune ipotesi per togliere rigidità al sistema previdenziale, come l'applicazione di quota 100, sono state messe da parte. Ma poi ci sono i 5-6 miliardi che costerebbe l'introduzione di quota 41 per chi ha iniziato a lavorare da giovane o i 10 miliardi di euro che potrebbero essere necessari per un assegno universale da 500 euro mensili. Diverso è il caso delle mini pensioni con penalizzazioni e interessi da pagare a banche e assicurazioni. Non c'è infatti una configurazione definitiva e si va avanti a prove di spesa per lo Stato e il pensionando.

A tal proposito è interessante ai fini dei calcoli è la simulazione di una impiegata coinvolta in un piano di ristrutturazione aziendale e punta alla mini pensione perché la sua azienda gli ha fatto una proposta di uscita un po' prima: chiede il 95% dell'assegno partendo da una pensione lorda piena di 2.000 euro (1.510 netta). Ipotizzando un contributo del suo datore di lavoro pari al 25% della mini pensione, il suo assegno netto è di 1.435 euro (86 euro di rata e 3,56% di incidenza media) nel caso di anticipo di un anno, mentre con tre anni di anticipo l'assegno resta a 1.435 euro ma cambia la rata (268 euro, con un'incidenza media del 3,67%). Nell'eventualità in cui il contributo dell'azienda dovesse salire al 40%, con il ritiro prima di un solo anno, la lavoratrice incasserebbe una mini pensione di 1.435 euro, con una rata di 68 euro e un'incidenza media annuale di circa il 2,8%.

Si potrebbe fare l'esempio di un'uscita volontaria con pensione lorda di 5.000 euro ovvero il caso di una lavoratrice nata tra il 1951 e il 1953 che non si trova in situazione di difficoltà e vuole autonomamente uscire un po' prima. Può contare su una pensione di 5.000 euro lordi mensili pari a 3.167 euro mensili netti. Ebbene può accedere alla mini pensione al prezzo di mercato. Con la richiesta del 95% e un anno di anticipo la mini pensione netto sarebbe di 3.009 euro con una rata di 264 euro e un costo medio del 4,49%. Con una richiesta di assegno anticipato pari al 55% della pensione piena e per tre anni mini pensione netta sarebbe di 1.742 euro con una rata di 472 euro e una incidenza media del 2,67%.

E se a chiedere l'uscita volontaria fosse un lavoratore nato tra il 1951 e il 1953 che non si trova in situazione di difficoltà, tuttavia vuole autonomamente optare per il congedo sapendo di poter contare su una pensione piena lorda di 2.615 euro ovvero un assegno previdenziale netto di 1.863 euro? Immaginiamo che scelga un anticipo al 95%: otterrebbe una mini pensione netta di 1.770 euro con una rata di 150 euro (incidenza media percentuale della rata lorda del 4,89). Se la richiesta di mini pensione fosse su 3 anni al 95% la mini pensione netta sarebbe di 1.770 euro con una rata di 465 euro e un'incidenza media di 5,03%. Con una richiesta al 55% della pensione avrebbe una mini pensione netta di 1.025 euro con l'anticipo di un anno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il