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Pensioni ultime notizie affermazioni e novità mini pensioni, quota 41, quota 100 Damiano, Camusso, Poletti

Ci sono evidentemente ancora molti punti da chiarire sulle novità per le pensioni, come il rapporto tra i giovani e il sistema contributivo.




Se c'è un filo comune che lega tutte le più recenti affermazioni sulle novità per le pensioni è la loro provvisorietà. Quanto è stato fatto non basta ed è solo un passaggio intermedio verso interventi strutturali. In fin dei conti, non state stabilite neanche le cifre. Si parla di sei miliardi di euro da spalmare nei prossimi tre anni. Ma su stessa ammissione del consigliere economico del capo della maggioranza, non si tratta di numeri definitivi. Parla di transitorierà Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, non si capisce perché deve essere ancora definita la lista dei cosiddetti lavori gravosi e ricorda che per i lavori faticosi verrà bloccato dal 2019 l'aggancio alla aspettativa di vita mentre per coloro che hanno iniziato l'attività da giovanissimi, verranno cancellate le penalizzazioni.

A suo dire ci sono però dei punti da risolvere e anche in fretta. L'esponente del Partito democratico fa notare come le mini pensioni su base volontaria rappresentano uno strumento per nulla conveniente per chi intende smettere anzitempo e i costi eccessivi andrebbero ridimensionati. Di più: invoca la risoluzione in modo definitivo della questione degli esodati con una ottava salvaguardia che coinvolga non meno di 25.000 lavoratori. Infine, il suo auspicio è riprendere il confronto sulle novità per le pensioni dal tema del rapporto tra i giovani e il sistema contributivo.

A ogni modo, per quanto riguarda chi è già in pensione è prevista l'estensione della platea della somma aggiuntiva, conferendo il beneficio, sulla base dei contributi versati, anche a coloro che hanno redditi personali complessivi fino a due volte il minimo passando da 2,1 a 3,3 milioni di pensionati complessivi. Proprio questo è stato un punto su cui le forze sociali hanno lavorato con maggiore insistente. Ed ecco allora che il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, non nasconde la sua soddisfazione, argomentando che il percorso non è ancora concluso. E non ha mancato di lanciare una stilettata, affermando che ragionando dell'aspettativa che c'è nel Paese, sarebbe stato necessario un budget superiore.

Secondo il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, quanto fatto fino a questo momento rappresenta un lavoro importante con l'intenzione dichiarata di proseguire il confronto. Ha confermato la volontà di rendere disponibili sei miliardi di euro in tre anni, ma si tratta appunto di una intenzione e non di una certezza. Gli interventi, a suo dire saranno di tipo strutturale e svilupperanno effetti nel tempo. La novità per le pensioni significativa è aver introdotto per il ritiro anzitempo, oltre ai criteri dell'età anagrafica e dei versamenti contributivi, anche quello del lavoro che si è esercitato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il