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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, contributivo donna, quota 100 crescono privilegi in uno scontro tra poveri

Mentre è ancora aperto il dibattito sulle novità pensioni da approvare per tutti, continuano privilegi e diseguaglianze sociali: cosa servirebbe




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:33): Ma non c'è solo il discorso del contributivo femminile, che è assolutamente falso, e ben sì come deto altri privilegi che sembrano sempre intoccabili anche per le novità per le pensioni come quelli degli esponenti pubblici di alto livello. Ma anche a guardare le ultime notizie e ultimissime sulle novità per le pensioni come le mini pensioni e quota 41 si capisce che c'è un ulteriore differenziazione e aumento di privilegi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:33): Una delle cose che si sono lette, dette sentite da parte di alcuni è stato quello di attaccare il contributivo donna come un modo ulteriore per differenziare un sistema che ha dei privilegi uno dei suoi difetti principali. Ma, detto che sarebbe giusto anche un contributivo uomo come  novità per le pensioni con tutti i suoi difetti, non si può certo dire che il cotnributivo donna è un sistema che dia quali vantaggi così importanti con degli oneri al 30% e passa. E' un modo che vorrebbe (condizonale è super d'obbligo) aiutare le donne e valorizzare il loro ruolo nella famiglia e lo fa anche male, facendole pagare tantissimo. Dettto questo, i privilegi sono ben altri come le ultime notizie e ultimissiem che spesso li raccontano.

Ci si avvicina alla fine dell’anno e in vista delle misure che ci si appresta ad approvare, ecco emergere possibili ulteriori errori della maggioranza: le ultime notizie confermano, ancora una volta, la mancanza di quel budget necessario che consentirebbe l’approvazione di novità per le pensioni strutturali e universali come quota 100, come quota 41, mini pensione per tutti e aumento delle pensioni inferiori. Con i soldi a disposizione, la maggioranza si starebbe muovendo su altre strade in tema di novità per le pensioni, come del resto riportano le ultime e ultimissime notizie. Sono stati, infatti, forniti proprio in questi giorni ulteriori dettagli sulla mini  pensione, che comunque continua a non piacere e ad essere poco conveniente e limitata; sulla quota 41, che così come proposta nel suo impianto iniziale dovrebbe essere rimandata perché non ci sarebbero al momento i soldi necessari; sull’aumento delle pensioni inferiori, che potrebbero rivelarsi un ennesimo spreco di soldi perché troppo bassi (del valore di circa 40 euro) e quindi inadatti a migliorare realmente le condizioni di vita dei pensionati più bisognosi e a rilanciare i consumi, con conseguente nuova spinta all’economia. Tutto resterebbe, comunque, bloccato.

Per queste misure, però, sono stati stanziati due miliardi di euro dalla maggioranza, è questo il budget che si può impiegare per la realizzazione delle novità per le pensioni, ma si spera che si tratti di soldi da impiegare nel giusto modo, che non sembra assolutamente essere quello corrente che potrebbe continuare ad aumentare solo i privilegi e le diseguaglianze sociali già fortemente create dalle norme pensionistiche attualmente in vigore. Più che decidere di investire 500 milioni di euro, per esempio, per approvare una mini pensione che, come si continua ad avvertire da giorni, rischia di rivelarsi un vero e proprio flop sulla stregua del part time, come sottolineato dal presidente dell’Istituto di Previdenza, e ben un miliardo e mezzo di euro per aumentare le pensioni inferiori solo di qualche decina di euro, che non servirebbero a nulla, sarebbe stato preferibile pensare a interventi diversi. E mettere da parte questi due miliardi di euro, attuare provvedimenti di tagli e revisioni di spesa pubblica e spesa assistenziale, recuperare ulteriori 2 o 3 miliardi, e quindi realizzare finalmente una importante novità per le pensioni, come la quota 41.

Per approvarla servono, infatti, circa 4, al massimo 5, miliardi di euro ma si tratterebbe di una soluzione pensionistica che finalmente porrebbe fine a importanti errori causati dalle attuali regole e soddisfarebbe un bacino importante di milioni di lavoratori ancora bloccati a lavoro in condizioni davvero pesanti. Ma è come se si trattasse di una corsa alla novità pensioni e pur di dimostrare che qualcosa di reale si sta facendo per cambiare le attuali norme, si fanno anche modifiche minori che in realtà non servono e che, anzi, potrebbero rappresentare un ennesimo spreco di denaro, rendendo sempre più forte la cosiddetta guerra tra poveri. Mentre, infatti, le persone che si sono ritrovate in gravi condizioni di difficoltà attendono ancora risposte, di contro, aumentano i privilegi o questi ultimi restano sempre gli stessi, a partire dalle elevate pensioni degli alti esponenti istituzionali che continuano a non essere toccate, per arrivare a discriminazioni di pensionamenti, visto che esistono già categorie di persone che possono andare in pensione prima dei 66 anni e sette mesi.

Stiamo parlando degli invalidi non inferiori all'80% che possono lasciare la propria occupazione a 60 anni e 7 mesi che per le donne diventano 55 anni e 7 mesi; dei militari che oggi possono andare in pensione prima, a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o con 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica; dei lavoratori del comparto dello spettacolo che possono andare in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, che scendono a 61 e 7 mesi per le donne; di dirigenti medici, professori e ricercatori universitari che vanno in pensione a 65 anni. E in questo quadro di grandi privilegi negativi, l’unico positivo che potremmo sottolineare è quello del contributivo donna, sistema che permette alle lavoratrici di andare in pensione a 57 anni, che salgono a 58 per le lavoratrici autonome, con 35 anni di contributi almeno, accettando di calcolare la propria pensione finale esclusivamente con metodo contributivo, e non più retributivo, quindi una pensione ridotta.

E’ positivo perché è un sistema pensato per quelle donne che insieme alla carriera professionale si sono occupate, e si occupano anche della cura della famiglia, ma è anche ingiusto prevedere oneri elevati fino al 25, 30% per le loro uscite anticipate. Si tratta comunque di un meccanismo che potrebbe essere ancora prorogato, e fino al 2018, perché sono già disponibili i soldi necessari, derivanti da quei 2,5 miliardi di euro che sono stati stanziati già lo scorso anno per la proroga di questo meccanismo per tutto quest’anno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il