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Pensioni ultime notizie contributivo donna a brevissimo decisione. Regole nuove possibili, come e quando proroga opzione donna

In arrivo la decisione del rinvio del contributivo donna tra le novità per le pensioni fattibili: cosa aspettarsi e come funziona




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:02): Una delle preoccupazioni che ci sono sono sicuramente i tempi che non certi, ma anche il fatto che tutto deve passare per l'iter che sta iniziando con ben due mesi di possibili novità per le pensioni da cambiare. Ma dall'altra parte c'è la sicurezza del budget stanziato che dovrebbe essere ancora ampiamente disponibile come da indiscrezioni delle ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 14:17): Per quanto riguarda le regole relative al contributivo donna uno degli aspetti da decidere per questa novità per le pensioni è capire se la proroga interesserà soltanto per le donne nate nell’ultimo trimestre del 1957 e del 1958 o sarà valida anche per le lavoratrici che maturano i requisiti richiesti entro il prossimo 31 dicembre 2018. Al momento c'è incertezza.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:03): A brevissimo dovrebbbe arrivare l'attesa novità per le pensioni che in migliaia e migliaia di persone attemdo ovvero la proroga del contributivo donna. Questa settimana o, comunque, entro una decina di giorni ci dovrebbe essere la verifica come le ultime notizie e ultmissime provenienti da numerosi esponenti politici della maggioranza e dell'opposizione. Massima attenzione, comunque, da parte del Comitato Proroga con le sue esponenti che, poi, come vedremo dopo sono concentrate sia sulle verifica dei fondi che delle regole. E come spiegato dalle amministratici, Vania Barboni, Maria Antonietta Ferro, Germana Giani, Giulia Molinaro, dopo diversi importanti colloqui avuti con diversi esponenti dovrà rientrare in bilancio pur essendo "solo" una proroga

Mentre si continua a discutere di mini pensione, tra modifiche che continuano a susseguirsi  e possibilità di inglobare la quota 41, dopo aver rimandato la novità per le pensioni di quota 100, perché troppo costosa, a breve, anzi a brevissimo, dovrebbe arrivare la decisione sull’ulteriore rinvio del contributivo donna, questione che nulla ha a che fare con il confronto tra maggioranza e forze sociali ma che dipende dal Parlamento, o meglio, si attendono gli esiti del controllo da parte del Gruppo Bilancio alla Camera e del Gruppo dell'Occupazione a Montecitorio sui soldi che rimarranno dal fondo stanziato lo scorso anno, di ben 2,5 miliardi di euro, e solo allora si potrà decidere se rinviare ancora questo sistema di prepensionamento, sperimentale, valido per le per le donne, con possibilità, però, di estensione dello stesso meccanismo anche al mondo maschile. Si tratta di un’ipotesi paventata a causa del richiamo comunitario che ha imposto al nostro Paese un adeguamento di trattamento previdenziale di genere tra uomini  e donne.

Al termine dei controlli sui soldi e verificate le disponibilità rimanenti da quei 2,5 miliardi di euro stanziati l’anno scorso per il rinvio a quest’anno del contributivo donna, si capirà e saprà se sarà possibile mantenere ancora questo sistema sperimentale e per quanto, considerando le richieste di forze sociali e anche Comitato per le pensioni di rinvio del contributivo donna fino al 2018. Se, infatti, le risorse saranno sufficienti, è possibile che le donne potranno anticipare ancora la loro età di pensionamento fino al 2018. E il contributivo donna al momento risulta tra le novità per le pensioni fattibili, proprio perché sarebbe già disponibile il budget necessario. Attualmente la norma è in vigore fino al 31 dicembre di quest’anno.

Il sistema contributivo, infatti, permette alle donne di andare in pensione prima, a 57 anni alle statali e a 58 a private e autonome, avendo maturato almeno 35 anni di contributi e accettando di percepire una pensione finale ridotta di circa il 30% perché calcolata esclusivamente con metodo contributivo, cioè sulla base dei contributi previdenziali versati effettivamente nel corso della propria vita lavorativa, e non più con il vecchio e più vantaggioso sistema retributivo. Entrando più nello specifico, per andare in pensione prima le lavoratici pubbliche devono essere nate entro il 30 settembre 1958, aver raggiunto i 57 anni e tre mesi di età e almeno 34 anni e 11 mesi di contributi, aggiungere a tali requisiti la finestra mobile dei 12 mesi per andare in pensione nel 2017. Per poter accedere alla pensione finale da inizio 2017, le lavoratrici private devono essere nate entro il 30 settembre del 1958, aver compiuto 57 anni e tre mesi di età e aver maturato almeno 35 anni di contributi, requisiti cui sommare una finestra mobile di 12 mesi, che diventa di 18 mesi per le lavoratrici autonome che devono comunque essere nate entro il 30 settembre 1957, aver raggiunto i 58 anni e tre mesi di età e aver sempre maturato almeno 35 anni di contributi.

Se il contributivo donna slittasse effettivamente al 2018, sottolineiamo, non potranno lasciare anzitempo la propria attività le lavoratrici che matureranno i requisiti necessari nello stesso anno, perchè all’età anagrafica necessaria e richiesta, cioè 57 o 58 anni, bisogna sommare i 12 mesi della finestra mobile che, come visto, diventano 18 per le lavoratrici private e autonome. Se, dunque,si maturano i requisiti pensionistici nel 2018, sommando i mesi previste dalle finestre mobili, l’età pensionabile necessaria si raggiungerebbe nel 2019. Perché le donne riescano ad avere ulteriori informazioni e risposte, bisognerà,dunque ,ancora aspettare qualche giorno, al massimo una decina, per capire le disponibilità economiche rimanenti e la decisione del Parlamento sui tempi di eventuale rinvio di questo sistema di prepensionamento.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il