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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 una grande importante per il referendum

Le ultime novità per le pensioni annunciate pur non essendo complete e reali rappresentano un importante passo verso la vittoria al referendum: misure previste e strategia della maggioranza




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:44) E se si aggiungono le novità per le pensioni per rispondere alle altre esigenze che si vogliono far apparire come ottime risposte ai bisogni più urgenti (seppur oggettivamente non vero), altri voti sono accapparati come da strategia portata avanti non solo per le novità per le pensioni come testimoniato dalle ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Il riuscirae a far crescere le pensioni inferiori tra un milione e mezzo e più di tre milioni di pensionati è una chiara vittoria per il referendum come spiegano le ultime notizie e ultimissime dei sondaggi inquanto potrebbero spostare due milioni. 

Le ultime notizie annunciate qualche giorno fa sulle novità per le pensioni messe a punto nel nuovo accordo di intesa tra forze sociali e maggioranza potrebbero, apparentemente, rappresentare la possibilità di una grande vittoria in vista del referendum costituzionale, il cui voto è in programma il prossimo 4 dicembre. A due mesi quasi prima del voto, la maggioranza sembra aver dato risposte positive a tutti coloro che attendevano effettive novità per le pensioni, facendo pensare, così come riportato da giornali e altri mezzi di comunicazione, di aver chiuso positivamente le partite su mini pensione, novità per le pensioni di quota 41, novità per le pensioni per chi svolge occupazioni faticose, novità per le pensioni con cumulo gratuito di tutti i propri contributi previdenziali, aumenti delle pensioni inferiori. Misure che possono tranquillamente esse inquadrate in quella strategia del consenso di cui la maggioranza, premier soprattutto, ha bisogno per vincere al referendum di dicembre. Ma la realtà cela un’altra storia. Ancora una volta, infatti, si è preferito mettere in atto la filosofia delle misure una tantum di far credere di avere accontentato tutti, pur di poter dire che qualcosa di concreto sulle pensioni è stato fatto, quando in realtà nulla è stato fatto.

L’unica novità per le pensioni che potremmo definire concreta tra quelle annunciate è l’aumento delle pensioni inferiori, anche se in merito potremmo aprire una nuova disquisizione. E’ vero, infatti, che effettivamente i trattamenti pensionistici base, e fino a mille euro, subiranno ulteriori aumenti, ma è anche vero che si tratta di rialzi che dovrebbero essere di appena qualche decina di euro, 40 e non 80 come aveva dichiarato il premier solo qualche giorno fa, cifra che chiaramente è piuttosto irrisoria sia per poter rendere decisamente migliori le condizioni di vita dei pensionati più in difficoltà, sia per poter dare nuovo slancio ai consumi, così come si era ipotizzato, perché chiaramente i soldi seppur aumentati sarebbero comunque pochi. E’ chiaro, dunque, che seppur definita questa novità come riportano le ultime e ultimissime notizie, gli aumenti previsti non avrebbero alcun vantaggio reale eppure si tratta di una misura che viene letta dai diretti interessati in maniera decisamente positiva e considerando che la platea di persone interessate dovrebbe essere di circa 1,1 milioni di pensionati, è chiaro che la loro reazione positiva all’annuncio degli aumenti potrebbe significare oltre un milione di voti in più per il sì al referendum.

E questa potrebbe essere anche la reazione di tutti gli interessati alla quota 41 o quei lavoratori impiegati in occupazioni usuranti che pensano di poter accedere, in base alle ultime novità per le pensioni annunciate, in maniera privilegiata e con benefici alla mini pensione, cosa che in realtà non sarà assolutamente così per tutti. Mentre, infatti, si parla di aver messo a punto novità per le pensioni per quota 41 e lavoratori impiegati in attività faticose, preme sottolineare che la quota 41, seppur effettivamente possibile per chi abbia iniziato a lavorare da giovanissimo, cioè a 14 o 15 anni, non varrà per tutti ma solo per chi entro i 19 anni abbia maturato 12 mesi effettivi di contribuzione e si trovi in una condizione disagiata, cioè senza occupazione, affetto da una malattia o impiegato in un’occupazione faticose. E in quest’ultimo caso, restano però ancora da definire le attività da considerare faticose, con relativi lavoratori. Di certo c’è che, però, per questa categoria di persone, a livello generale, nulla è stato fatto ma eventuali misure dovrebbero riguardare solo questi lavoratori se collegati alla quota 41.

Insomma o una persona ha iniziato a lavorare ad un’età inferiore ai 16 anni di età, ha maturato un anno di contribuzione entro i 19 anni ed oggi è malata, senza occupazione e impegnato in un’attività usurante o pur avendo iniziato a lavorare giovanissimo non potrà essere tra i beneficiari privilegiati della mini pensione. La verità, dunque, è che non tutte le novità per le pensioni annunciate sono effettivamente così come dette, mancano di dettagli importanti, non valgono per tutti, sono ancora misure una tantum, ma annunciate per poter finalmente far dire che qualche novità per le pensioni concreta p stata effettivamente messa a punto e in via di approvazione e per conquistare consensi ed elettori importanti in vista del referendum di dicembre.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il