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Pensioni ultime notizie ulteriore novità chiesta tagliare pensioni più alte da Renzi come favore per novità mini pensioni,quota 41

Quali sono le novità per le pensioni concrete reintranti nel nuovo accordo tra maggioranza e forze sociali, vantaggi e convenienza: ancora lunga la strada per cambiare le attuale norme pensionistiche




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:47): Lascia perlomeno perplessi e non farà altro che aumentare la delusione di chi si attende e attendeva novità sulle pensioni, le affermazioni di Renzi stesso che poche ore fa ha detto che sarebbe una ottima cosa che chi tre-due pensioni ricche ne lasci una perchè lui sta facendo molto fatica a raccogliere il necessario per la crescita di quelle base. Ora, prima di tutto, non si può chiedere come un favore una cosa che si può fare tramnite una norma e che gli è stata chiesta più volte anche da molti, anche come vedremo dai suoi stretti collaboratori. Poi, la stessa Corte Costituzionale ha parlato solo pochi mesi fa che una revisione delle pensioni più ricche è possibile e lecita per equità, ovvero se c'è necessità per avere equilbrio tra tutte le pensioni e maggire giustizia. E poi di fare fatica a raccogliere un miliardo, quando è il massimo budte dato per le novità epr le pensioni dimenticandosi anche in queta occasione di mini pensioni e quota 41 a cui andranno anche solo 300-500 milioni non è possibile da accettare. E ancora, se si ha difficoltà a raccogliere questo budget perchè dare, ad esempio, solo per citare l'ultimo il buono giovani?

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:07): Si resta ancora sorpresi dalla decisione della maggioranza e forze sociali sulle novità per le pensioni di lasciare la possibilità, sul versante di chi ha iniziato a lavorare da giovanissimo, di smettere anzitempo solo ai disoccupati senza ammortizzatori sociali, i disabili e alle attività gravose. Secondo le ultime e ultimissime notizie non ci saranno cambiamenti di rotta.

Via libera al verbale di accordo sulle novità per le pensioni definito da maggioranza e forze sociali, documento che dovrebbe essere accolto con molto plauso, visto che dovrebbe chiudere la questione pensioni, ma che in realtà, concretamente, prevede decisamente poco o quasi nulla di buono. Le ultime notizie riferiscono di novità per le pensioni finalmente decise da inserire nella nuova finanziaria, ma di fatto ci si chiede quali siano davvero queste novità per le pensioni definite. E' stato dato il via libera definitivo alla mini pensione per permettere a tutti di andare in pensione fino a tre anni prima rispetto all'attuale soglia dei 66 anni e sette mesi attualmente fissata, ma mancano ancora le definizioni di quegli stessi dettagli mancanti fino a qualche giorno fa e per cui si attendevano chiarimenti. Stiamo parlando di entità degli interessi che dovranno essere versati da Stato e pensionati stessi, sulla base del valore di ogni singolo reddito pensionistico, da calcolare sulla mini pensione percepita per lasciare anzitempo la propria attività; stiamo parlando delle soglie di reddito ancora da stabilire in base alle quali gli interessi saranno a carico e la mini pensione sarà senza oneri per il lavoratore stesso; e degli interrogativi ancora aperti sull’assicurazione.

Chi la pagherà e come sarà calcolata? Altro nulla di fatto concreto ma solo ultime notizie teoriche sulla soluzione per coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale, i cosiddetti quota 41 che hanno iniziato a lavorare a 14 o 15 anni di età. Tra le novità per le pensioni che rientrerebbero nel nuovo accordo tra maggioranza e forze sociali, insieme alle mini pensioni per tutti, ci sarebbe anche la quota 41, ma non stiamo parlando di quella quota 41 che permetterebbe a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo di andare in pensione con 41 anni di contributi senza alcun onere e indipendentemente dalla soglia anagrafica, ma della quota 41 che verrebbe inserita nella mini pensione, con riconoscimento dei contributi figurativi. Il problema è questa quota 41 non verrebbe concessa a tutti ma solo a coloro che a 19 anni abbiano già 12 mesi di contributi previdenziali versati e che si ritrovino in condizioni svantaggiate: dovrebbero, pertanto, essere persone rimaste senza occupazione, o invalide, o essere state impiegate in occupazioni faticose, per cui non parliamo di una vera e propria soluzione per tutti coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale e che sono stati fortemente penalizzati dalle attuali norme pensionistiche.

Altro capitolo aperto è proprio quello delle occupazioni faticose: nonostante si parli di questa categoria di lavoratori, mancano definizioni precise e puntuali di coloro che rientrano in questa stessa categoria di attività, tanto che la maggioranza stessa sarebbe a lavoro per definirne una lista. Si tratta di una precisazione che, in realtà, era già attesa da tempo e per cui si sperava arrivassero spiegazioni proprio durante l’ultima riunione con le forze sociali. Ma nulla in merito è stato detto tanto che resta ancora da capire chi sono effettivamente le persone che possono essere considerate impiegate in occupazioni faticose e pesanti. Altra novità per le pensioni che dovrebbe rientrare nella prossima finanziaria, stando alle ultime e ultimissime notizie inserite nell’intesa tra maggioranza e forze sociali, sarebbe l’aumento delle pensioni base. L’intenzione è quella di aumentare di qualche decina di euro, circa 40, i trattamenti pensionistici di coloro che percepiscono fino a mille euro al mese.

Ma ci si chiede quanto effettivamente questa novità sia positiva? E la risposta non è poi così buona e il motivo è presto spiegato: un aumento così irrisorio di pensioni base non poterebbe alcun vantaggio di quelli sperati, né da un punto di vista di miglioramento delle condizioni di vita del pensionato stesso che con appena 40 euro in più certo non cambierebbe le sue abitudini ma avrebbe solo qualche soldino in più da spendere per coprire le spese mensili, né da un punto di vista economico, considerando che si tratta di una cifra troppo bassa che si darebbe in più che certo non permetterebbe ai pensionati che la percepiscono di spenderla chissà in quali acquisti, se non, ancora, in beni necessari e primari, per cui anche i consumi resterebbero fermi.

Si tratta, però, di un aumento che comunque interesserebbe oltre un milione di pensionati e in vista del voto costituzionale del prossimo 4 dicembre si tratta di una platea importante di nuovi eventuali elettori. E’ ben chiaro, dunque, come nonostante siano state annunciate novità per le pensioni da approvare entro la fine dell’anno all’indomani della riunione tra maggioranza e forze sociali, manchino ancora quelle concretezze che possano far tirare davvero un sospiro di sollievo facendo pensare che qualcosa di positivo per le pensioni sia stato effettivamente fatto. E il dubbio (o anche timore) è se davvero quanto annunciato sarà fatto o se, come già accaduto negli anni precedenti, fino alla fine si faccia un ennesimo passo indietro considerando che il verbale sindacale non rappresenta un documento vincolante.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il