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Movimento 5 Stelle a Roma, Pizzarotti, Raggi, Grillo, Casaleggio: rischio conti e firme false ma trovati sprechi. Contrasti nomine

I fronti caldi per il Movimento 5 Stelle sono quelli di Roma, Parma e Palermo dopo il servizio delle Iene.




Non c'è dubbio che novità e ultime notizie in casa Movimento 5 Stelle passino adesso dal caso delle firme false. Sarebbe successo in occasione delle elezioni amministrative a Palermo, nella fase della raccolta delle sottoscrizione per la presentazione alla elezioni comunali. Ad aver messo la questione sotto i riflettori pubblici è stata la trasmissione televisiva Le Iene che ha mostrato i documenti inediti che avevano portato alla denuncia presentata alla procura di Palermo da un attivista grillino siciliano. Tuttavia, i pm della procura di Palermo hanno già archiviato il caso per assenza di rilevanza penale.

Secondo l'attivista, "c'è stato qualcosa che non si sarebbe dovuto assolutamente fare, un'irregolarità palese. Quando si sono raccolte le firme, ho trovato due persone che stavano ricopiando 2000 firme in quella che era la nostra sede e fui il solo a dire subito 'ragazzi ma siete pazzi, noi tutti stiamo commettendo un reato penale'". Da una città all'altra, Federico Piazzarotti, sindaco di Parma, sarebbe ormai sul punto di lasciare il Movimento 5 Stelle e già oggi potrebbe ufficializzare l'abbandono con tanto di strascico giudiziario.

Il fronte più caldo per il Movimento 5 Stelle è però quello di Roma e non solo per la denuncia di un buco di un miliardo di euro nei conti pubblici, messo nero su bianco nella relazione "Criticità economiche finanziarie" della Ragioneria. Ma dal punto di vista politico, non si placa la bufera sull'assessore all'Ambiente di Roma Paola Muraro che però resta sulle sue posizioni: vuol valutare il da farsi sulla base delle carte giudiziarie, non degli articoli di giornale. Eppure dal Movimento 5 Stelle qualche imbarazzo filtra e c'è chi comincia a pianificare le contromosse, dalla resistenza fino alla exit strategy. Il tutto mentre la Casaleggio e associati avrebbe di nuovo un ruolo sempre più centrale nella scelta dei nomi.

Dal Campidoglio interviene il capogruppo Paolo Ferrara a nome di tutti i 29 consiglieri di maggioranza, assicurando come non ci sia alcun pressing per mandare via l'assessore. A suo dire non ci sono pressioni, il gruppo sta lavorando ed è unito e non c'è neanche un consigliere che sta ponendo la questione. Insomma il caso sembra completamente nelle mani della sindaca Virginia Raggi, responsabile delle sue decisioni. Che però in materia di nomine non sempre sono state coincidenti con gli umori prevalenti tra i pentastellati. Qualcosa si dovrebbe muovere a metà mese di ottobre.

L'accelerazione nell'indagine della Procura di Roma che vede indagata la responsabile dell'Ambiente ed ex consulente Ama potrebbe portare alla sua convocazione per un interrogatorio intorno al 15 ottobre. Un atto istruttorio invocato dalla Muraro, da cui ci si attende chiarezza. Nel frattempo i pm dovrebbero aver già acquisito il video del blitz che a fine luglio Muraro fece nella sede dell'Ama, quando al vertice c'era Daniele Fortini e si discuteva dell'uso del tritovagliatore del Colari (la società di Manlio Cerroni) a Rocca Cencia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il