BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 non servono Sicilia dove ci sono vecchie regole e tremila forze sociali

Dibattiti e discussioni sulle novità per le pensioni non interessano la Sicilia: i motivi e chi ha deciso di mantenere le vecchie regole previdenziali




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:47): Il caso Sicilia la dimostrazione di come ci sia bisogno di un progetto complessivo sulle novità per le pensioni che sia il più universale possibile, che coinvolga il pubblico e il privato a ogni latitudine, con provvedimenti strutturali e non sperimentali. Tuttavia anche le ultime e ultimissime notizie rivelano come la direzione seguita sia un'altra

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Se la maggioranza procede sulle novità per le pensioni con il freno a mano tirato e molto miseri oggettivamente, stupisce, ma neanche tanto, come la fonte per delle vere novità sulle pensioni e non solo sia da ricercare anche altrove ad esempio a livello locali dove gli sprechi sono sempre, purtroppo, centrali. In particolare per le ultime e ultimissime notizie ci sono anche le Regioni, come nel caso limte della Sicilia.

L’obiettivo della maggioranza dovrebbe essere quello di modificare le attuali regole pensionistiche per rendere i requisiti attuali più ‘morbidi’ e accessibili a tutti e, infatti, le ultime notizie si focalizzano soprattutto su quelle novità per le pensioni, tra mini pensione, novità pensioni di quota 41, novità per chi svolge occupazioni faticose che si stanno discutendo in queste settimane per l’approvazione entro la fine dell’anno. Intanto, ci sono casi per niente interessati alla questione pensioni, come in realtà ci si dovrebbe pensare. E quello più eclatante è quello della Sicilia: mentre, infatti, per forze sociali, politiche e soprattutto cittadini e pensionandi sta diventando sempre più urgente rivedere le attuali norme previdenziali, la Sicilia sembra non essere particolarmente toccata né dai dibattiti che si stanno tenendo né da quei sentimenti di rabbia e delusione nati in tutti all’indomani delle ultime notizie su novità per le pensioni che potrebbero sembrare pensate per accontentare tutti ma che in realtà non servono a nulla in termini pratici.

Il motivo per cui la Sicilia sembra poco interessata alle discussioni previdenziali è che in Sicilia valgono ancora le vecchie regole pensionistiche per circa mille dipendenti della Regione che sono potuti andare prima in pensione grazie alla cosiddetta Finanziaria dell’ARS del maggio del 2015 che, di fatto, ha cancellato le attuali norme pensionistiche nella regione. L’anno scorso, infatti, l’assemblea regionale siciliana ha deciso di concedere il prepensionamento a circa mille lavoratori pubblici che avrebbero maturato entro il 2020 i normali requisiti per andare in pensione. Questo meccanismo di prepensionamento prevede comunque degli oneri che, però,sono talmente irrisori da non avere alcun impatto quasi sul valore del trattamento pensionistico finale. Ma le vecchie regole pensionistiche che valgono per questi mille lavoratori non riguardano solo i requisiti anagrafici per il pensionamento ma anche quelle per il calcolo della pensione finale che per loro continua a basarsi sul sistema retributivo e non sul nuovo ed esteso a tutti sistema contributivo.

Insieme ai privilegi di cui gode la Sicilia in termini di pensioni, c’è da sottolineare anche, stando alle ultime e ultimissime notizie, su 15 mila lavoratori dipendenti, 6 mila non possono essere trasferiti da un ufficio a un altro. Di questi quasi 3 mila usufruiscono della cosiddetta legge 104 per disabilità o per assistere un familiare e altri 3 mila appartengono alle forze sociali. Si tratta però di una ‘comoda’ forzatura cui il presidente stesso della Regione vorrebbe mettere fine, perché è giusto che i lavoratori siano lì dove servono e non dove è più comodo per loro, vale a dire casa propria quasi.

Rivolgendo particolare attenzione ai dirigenti delle forze sociali in servizio, in Sicilia i sindacalisti censiti al 2015 sono 2.487, cui si aggiungono 836 che hanno usufruito di permessi sindacali. Si tratta di numeri decisamente elevati che hanno fatto prendere al presidente della Regione una ferma posizione sul fatto che giochetti e queste situazioni debbano cambiare, perché devono essere cancellati tutti i privilegi di pochi a discapito di molti. Ma sul fronte pensionistico, non si sa se la decisione dell’Ars possa essere ancora modificata, adattando le norme previdenziali nazionali a quelle siciliane che, a quanto pare e confermato dalle ultime notizie, sono ancora ben lontano da quella rigidità che oggi si cerca di cancellare.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il