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Pensioni ultime notizie crescono novitÓ senza sosta discriminazioni aumentando con novitÓ mini pensioni, quota 41, quota 100

Potrebbero aumentare discriminazioni tra lavoratori per recenti novitÓ per le pensioni: cosa potrebbe cambiare e conseguenze




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:20): L'impegno sulle novità per le pensioni non è finito e le trattative per definire le platee a cui riconoscere i benefici sono già riprese. A breve, riferiscono le ultime e ultimissime notizie, arriverà la convocazione per l'ennesima riunione ufficiale. C'è da fare evidentemente in fretta perché i malumori per via di possibili discriminazioni di trattamento, sono già evidenti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:54): : Entro il tempo più breve possibile sarà completa la selezione dei beneficiari delle mini pensioni gratis e i dettagli di quota 41 per le novità delle pensioni. Ma, comunque, si voglia vederem, stando così le ultime notizie e ultimissime, vi è solo un ulteriore aumento delle discriminazioni senza nessuna novità reale profonda, radicale e soprattutto universale valida per tutti.

Si cerca di approvare novità per le pensioni entro la fine dell’anno per rendere più ‘morbidi’ i requisiti per accedere alle pensioni finale, l’obiettivo dovrebbe essere quello di mettere a punto una norma universale per tutti e strutturale, tra novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41, novità per le pensioni con mini pensione ma per tutti, che finalmente cancelli le discriminazioni esistenti e possa soddisfare richieste ed esigenze di tutti i lavoratori. Non esiste più, infatti, al momento, una differenziazione tra le diverse categorie di lavoratori, cosa che però sarebbe necessaria viste le diverse tipologie di occupazioni. E mentre si attende una norme equa e universale per tutti, le discriminazioni già esistono e potrebbero ancora continuare con le ultime novità per le pensioni che si stanno mettendo a punto. Come detto, esistono norme previdenziali pensate per specifiche categorie di persone che possono andare in pensione prima dei 66 anni e sette mesi e che, chiaramente, hanno creato discriminazioni tra molte persone.

Per esempio, gli invalidi non inferiori all'80% possono andare in pensione a 60 anni e 7 mesi che per le donne diventano 55 anni e 7 mesi; dei militari che possono andare in pensione prima, a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o con 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Requisiti anagrafici diversi anche per i lavoratori del comparto dello spettacolo che possono andare in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, che scendono a 61 e 7 mesi per le donne; e per i dirigenti medici, professori e ricercatori universitari che vanno in pensione a 65 anni. Discriminante, secondo anche le ultime notizie rese note da parte della Comunità, anche il contributivo donna, che permette alle lavoratrici di andare in pensione a 57 anni per le statali, che salgono a 58 per le lavoratrici privata e autonome, che abbiano maturato almeno 35 anni di contributi ma che accettino di calcolare la propria pensione finale esclusivamente con metodo contributivo, e non più retributivo, percependo così una pensione notevolmente ridotta.

Privilegi pensionistici esistono anche per i dipendenti di aziende private, come ben si emerge dalle ultime notizie relative ai casi di Luxottica, a Enel e Unicredit. A rendere ancor più ‘forti’ queste norme privilegianti, piuttosto che cancellarle, potrebbero arrivare le recenti novità per le pensioni di cui si sta dibattendo e che, però, stanno suscitando non poco malcontento. Analizzando quanto previsto dalle ultime notizie rese note su mini pensione, quota 41 e lavoratori che svolgono occupazioni faticose, si può facilmente comprendere il fatto che nuove discriminazioni potrebbero nascere dalle recenti novità per le pensioni che si preparano ad essere approvate entro la fine di quest'anno. Partendo dalla mini pensione, si parla di una possibilità per lasciare anzitempo la propria attività ma che non varrà per tutti, interessando solo la categorie dei nati tra il 1951 e il 1953, e che prevede criteri differenti in base al valore del reddito percepito da ogni lavoratore. Se, infatti, si è titolari di un elevato reddito allora saranno alti gli oneri previsti dalla mini pensione e alte le decurtazioni sul trattamento pensionistico finale, ma se si fa parte di categorie di persone svantaggiate, allora non si avrà a carico alcun onere.

Tra queste persone svantaggiate rientrerebbero anche i disoccupati e a questo punto ci si chiede se per non sostenere alcun costo bisogna essere disoccupati da un determinato periodo di tempo o bisogna soddisfare altre condizioni. Ulteriori discriminazioni nascerebbero da quella quota 41 così come attualmente modulata: non si tratta, infatti, di quella quota 41 che permetterebbe a tutti coloro che sono entrati prestissimo nel mondo occupazionale di lasciare la propria attività con 41 anni di contributi, senza oneri e indipendentemente dall’età anagrafica, ma di una quota 41 che prevede numerosi paletti che lasciano fuori alcuni dei lavoratori interessati. Innanzitutto, potranno rientrare nella possibilità di mini pensione senza oneri coloro che entro i 19 anni abbiano maturato 12 mesi di contributi e che si ritrovino in particolari condizioni, vale a dire senza occupazione, o sono invalidi, o rientrano tra coloro impegnati in attività faticose.

Discriminati anche coloro che svolgono, o hanno svolto, attività pesanti e faticose, perchè per loro in generale non è stato fatto nulla se non collegati alla quota 41, contrariamente alle necessità. Si tratta, infatti, di una categoria di lavoratori che meritano di essere tutelati, invece si va verso la definizione di una lista apposita di tali occupazioni che potrebbe chiaramente non comprendere tutti i lavorai effettivamente pesanti e faticosi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il