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Parmalat, patteggiano in 11: a Tonna 2 anni e mezzo

Il gup Cesare Tacconi ha accolto oggi le richieste di patteggiamento di 11 dei 30 imputati -- 27 persone fisiche e tre società -- a Milano nel procedimento Parmalat



Il gup Cesare Tacconi ha accolto oggi le richieste di patteggiamento di 11 dei 30 imputati -- 27 persone fisiche e tre società -- a Milano nel procedimento Parmalat per aggiotaggio, comminando, nella prima sentenza sul default finanziario da 14,4 miliardi di euro, pene che vanno da due anni a 10 mesi.

Fra gli 11 patteggiamenti, tutti con parere favorevole dei pm, ci sono quelli del fratello e del figlio dell'ex patron, Giovanni e Stefano Tanzi (un anno e 11 mesi), quelli degli ex direttori finanziari del gruppo Fausto Tonna (due anni e sei mesi), Luciano Del Soldato (un anno e 10 mesi) e Alberto Ferraris (un anno e sei mesi), dell'avvocato Gian Paolo Zini (due anni) degli ex dipendenti Gianfranco Bocchi e Claudio Pessina (un anno).

Gli 11 erano imputati a vario titolo di aggiotaggio, ostacolo alla Consob e false revisioni.

Nessuno degli 11 imputati, una volta che i patteggiamenti saranno definitivi, dovrebbe andare effettivamente in carcere.

Sabato scorso, al termine dell'udienza preliminare sulla stessa inchiesta, durata 8 mesi, Tacconi aveva rinviato a giudizio l'ex patron di Parmalat Calisto Tanzi e altre 15 persone fra ex dirigenti, amministratori, revisori e tre società -- le filiali italiane di Bank of America (solo come responsabile civile) e Deloitte & Touche e la Italaudit (ex Grant Thornton Spa).

Anche Tanzi aveva chiesto di patteggiare (a due anni e sei mesi) ma la procura aveva dato parere contrario, e quindi spetterà poi al Tribunale prendere eventualmente in esame la richiesta, se verrà ripresentata.

Il giudice ha fissato l'udienza che dà il via al primo processo sul maggiore scandalo finanziario del dopoguerra per il 28 settembre, davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Milano.

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