Referendum Welfare: favorevole il voto della maggioranza dei lavoratori

La grande maggioranza dei lavoratori chiamati dai sindacati alla consultazione sul protocollo sul Welfare del 23 luglio hanno votato sì



La grande maggioranza dei lavoratori chiamati dai sindacati alla consultazione sul protocollo sul Welfare del 23 luglio hanno votato sì. I primi dati diffusi dai sindacati danno infatti una netta prevalenza del sì all'accordo con l’82%. Risultati disponibili riguardano un gruppo di 115 aziende di diversi settori produttivi, dislocati in differenti aree del paese, per un totale di 96.400 lavoratori attivi. L'affluenza è di circa il 60%.

Tuttavia tra i metalmeccanici molti bocciano l'accordo. Gli operai della Fiat di Mirafiori, dallo spoglio dei primi voti nelle casa automobilistica torinese, prevarrebbero di gran lunga i no. Anche alla Zanussi di Pordenone avrebbero prevalso i no all'accordo. Mentre al Petrolchimico di Gela vincerebbe il sì.

Nonostante l'esito del referendum, Rifondazione comunista sembra non starci ugualmente. «Se, e solo se, i consensi dei lavoratori al pacchetto welfare supereranno il 70% - ha fatto sapere Giovanni Russo Spena - Rifondazione comunista darà il suo assenso». In caso contrario, ovvero se non si arriva al 70%, ha dichiarato a Nessuno Tv il capogruppo al Senato di Rc, «ci riterremo impossibilitati a votare con la maggioranza e dovremo rivedere tutto l’accordo».

Dal canto suo, Franco Giordano, alza ancor più il tiro: «Stando così le cose, senza modifiche, ci asterremo dalla votazione sul protocollo in Consiglio dei ministri – ha detto Giordano - I dati del comparto metalmeccanico, soprattutto i dati della Fiat di Mirafiori e Cassino, dimostrano che la posizione della Fiom non era strumentale e coglieva invece un malessere reale diffuso tra gli operai». Per Giordano «i sì prevarranno, ma il dato dei metalmeccanici va tenuto in considerazione» e quindi anche il risultato complessivo andrà «interpretato».

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il
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