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Rinnovo contratti dipendenti pubblici, contratti statali: tra aumenti, premi, obblighi il punto delle trattative

Si ragiona intorno a un tetto massimo di 700 milioni di euro per finanziare il rinnovo del contratto degli statali.




A leggere la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza c'è fiducia sulla ripresa del Paese e dunque sulla possibilità di finanziare il rinnovo del contratto degli statali e il sistema di aumento, obblighi e premi collegato. In particolare, viene messo nero su bianco che i redditi da lavoro dipendente, anche a livello pubblico, sono destinati ad aumentare "per la presumibile incidenza della spesa per rinnovi contrattuali a decorrere dal 2017". Il punto è come al solito sempre lo stesso: c'è indeterminatezza su come questa fiducia si tradurrà nei fatti ovvero su quanto gli stipendi degli statali aumenteranno.

Per i sindacati ci sono le ragioni per non stare tranquilli e non è un caso che le trattative tecniche con l'Aran non siano ancora terminate. L'Agenzia deve ancora incontrare il ministro per la Funzione Pubblica Marianna Madia per il necessario aggiornamento sullo stato del confronto con i sindacati. Se, come sembra, lo farà la prossima settimana, allora la trattativa vera e propria, con tanto di cifre, entrerà nel vivo. C'è un data da cui è impossibile scappare ed è quella di ottobre con la presentazione della manovra di bilancio. In quell'occasione si sarà con maggiore esattezza se ai 300 milioni di euro stanziati lo scorso anno, ma non utilizzati, si aggiungeranno altre quote e dunque sarà ipotizzabile il nuovo sistema di aumento, obblighi e premi.

Stando alle ultime notizie, si ragiona intorno a un tetto massimo di 700 milioni di euro. Il tutto mentre Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl ovvero le sigli sindacali del comparto pubblico sono scese in piazza a Roma con i lavoratori delle Camere di commercio per opporsi alle norme sul riordino del sistema camerale. A loro dire, quello messo a punto dal governo Reni è un provvedimento "che prevede tagli sia ai servizi che alle dotazioni organiche, la messa in mobilità del personale in soprannumero e con l'ulteriore taglio del diritto annuale nel 2017, l'impossibilità di garantire la sostenibilità economica-finanziaria del sistema camerale".

Dopo la piazza, l'azione continua con la prosecuzione del confronto avviata dalle organizzazioni sindacali con le istituzioni politiche per spingere il governo a tornare sui suoi passi. "Vogliamo una vera riforma delle Camere di commercio - spiegano i sindacati - che riorganizzi il sistema rilanciando i servizi alle imprese e scommetta sulle tante professionalità che rappresentano un'eccellenza del Paese. Occorre intervenire sul provvedimento prima che sia troppo tardi".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il