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Rinnovo statali contratti, dipendenti pubblici: pronti allo sforamento, alcune aperture da Padoan per il budget che non c'è

Con lo sforamento della soglia del 3% de rapporto tra deficit e Pil si aprirebbero nuovi margini di manovra sull'aumento degli stipendi degli statali.




Il governo manifesta un ottimismo eccessivo sulle prospettive di crescita del Paese e a rimetterci potrebbero essere gli stanziamenti per il rinnovo del contratto degli statali. Uno scenario che in realtà va nella scia delle ristrettezze economiche con cui Palazzo Chigi sta gestendo questa situazione. E se uno dopo l'altro, Bankitalia, Corte dei Conti e Ufficio parlamentare di Bilancio bacchettano l'esecutivo, arrivano le aperture informali del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, sul possibile sforamento della soglia del 3% de rapporto tra deficit e Prodotto interno lodo: "Se dovesse dire questa cosa io gli direi parliamone, non ci sono soluzioni facili e scorciatoie, valutiamo costi e benefici".

Questo significherebbe che il governo potrebbe trovarsi tra le mani nuove risorse da investire anche sull'aumento degli stipendi degli statali, rispetto a cui le indiscrezioni riferiscono di uno stanziamento di 700 milioni di euro complessivi. In questo contesto si budget risicato, le organizzazioni sindacali del comparto pubblico invitano Palazzo Chigi ad andare oltre ovvero a trovare risorse adeguate per rinnovare il contratto a milioni di lavoratori pubblici "che aspettano da sette anni. Il contratto è un diritto, ma è anche lo strumento per garantire migliori servizi ai cittadini: con più produttività, più motivazione, più partecipazione".

Il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione continua a ripetere che l'aumento degli stipendi non sarà a pioggia, per tutti, ma legato a merito e produttività, oltre che al livello degli stipendi. Già, perché i dubbi sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici coinvolgono non sono lo stanziamento, con i sindacati che chiedono un aumento in busta paga di almeno 80 euro, ma anche sulle modalità di erogazione delle somme.

La posizione delle organizzazioni sindacali di categoria, in questi giorni alle prese con nuovi confronto con l'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche ovvero la faccia del governo nei negoziati per la pubblica amministrazione, è chiara: "Vogliamo per pubblico e privato stesse regole sulla democrazia e stesse opportunità per la contrattazione. Che vuol dire stesse responsabilità, ma anche stesse possibilità di sviluppo professionale e valorizzazione delle competenze. E stesso ruolo nel definire le regole del gioco. Per questo porteremo al governo la nostra proposta: un contratto innovativo che valorizzi il lavoro, riassegnando alla contrattazione la funzione di regolare condizioni e organizzazione del lavoro".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il