BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie contributivo donna differenti incontri e calcoli. Quando e come si saprà proroga ufficiale opzione donna

Attesa a giorni decisione ufficiale su nuova proroga del contributivo donna: requisiti, calcola e come funzione per pensione lavoratrici statali e autonome




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:40): E anche le regole sullo stesso contributivo donna in questa nuova versione non sono ancora chiare nè per privati e autonome e se si ripeteranno le stesse precedenti o cambieranno. Tante questioni che fanno crescere l'attesa ma anche la tensione come emerge dalla ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:22): Manca ancora la definizione, provvedimento per provvedimento, del budget da destinare al progetto delle novità per le pensioni. E allo stesso tempo mancano rassicurazioni su quella proroga del contributivo donna che, confermano le ultime e ultimissime notizie, continua a essere il bilico nonostante c'è chi fa notare come le somme richieste siano già stanziate.

Si va verso la decisione finale sull'ulteriore proroga del contributivo donna che sarà comunicata solo a seguito dei dati ufficiali relativi al monitoraggio della sperimentazione e al budget che avanzerà da quel tesoretto di 2,5 miliardi di euro già stanziati lo scorso ano per la proroga del contributivo donna per tutto quest’anno. Secondo le ultime notizie e alle ultime richieste, la proroga dovrebbe arrivare fino al 2018 ma bisognerà chiarire se l’ulteriore proroga varrà solo per le nate nell’ultimo trimestre del 1957 e del 1958 o anche per coloro che maturano i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2018. Nel corso dei nuovi incontri in programma nei prossimi giorni tra maggioranza e forze sociali probabilmente sarà resa nota qualche novità sulla proroga ufficiale. Manca, dunque, poco per capire come sarà organizzato questo nuovo rinvio che, comunque, al momento resta ancora l’unica novità per le pensioni certa che si avrà entro quest’anno, soprattutto perché può contare su soldi già disponibili e solo da quantificare.

Dalle ultime notizie, la proroga al 2018 dovrebbe essere ormai quasi certa, soprattutto considerando stime e soldi: il budget stanziato per i contributivo donna era di 160 milioni di euro per il 2016 per 22.900 donne stimate; 405 milioni di euro per il 2017 e per 32.100 donne; 702 milioni di euro per il 2018 e 33.600 donne stimate, numeri e stime che si riferiscono al 31 dicembre 2015, ma al 30 settembre 2016 le lavoratrici che hanno aderito al contributivo donna sono state meno di 10.000, decisamente un numero inferiore a quello previsto e che, allo stesso tempo, implica un costo risotto delle risorse stanziate che contribuiranno ad accrescere il budget ancora disponibile per questo meccanismo di prepensionamento per le donne.

Il sistema del contributivo donna permette alle lavoratrici dipendenti del pubblico impiego, private e autonome di andare in pensione prima, a 57 anni e 3 mesi di età per le statali, a 58 anni e 3 mesi per private e autonome, con almeno 35 anni di contributi. Ai requisiti maturati bisogna poi aggiungere una finestra di 12 mesi nel caso delle statali e di 18 mesi nel caso di lavoratrici private e autonome. Questo meccanismo prevede l'erogazione dell’assegno pensionistico dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti richiesti per le dipendenti e 18 mesi per le autonome. Per il contributivo donna attualmente in vigore, i requisiti devono essere maturati entro la data del 31 dicembre 2015.

E per semplificare i calcoli, prendendo il caso di una donna lavoratrice del settore pubblico nata il 30 settembre del 1958 che abbia maturato 35 anni di contributi e compiuto 57 anni e tre mesi entro il 31 dicembre 2015 potrà andare in pensione e ottenere il suo assegno dal primo gennaio 2017, cioè 12 mesi dopo la maturazione dei suoi requisiti. Chi decide di usufruire del contributivo donna dovrà, inoltre, accettare di percepire una pensione ridotta perché interamente calcolata con il sistema contributivo e non più con il vecchi e vantaggioso retributivo. Le riduzione della pensione finale con calcolo interamente contributivo sarebbe di circa il 25, 30%. Per esempio, chi percepisce uno stipendio di 1.700 euro netti al mese potrebbe avere una pensione finale di neanche 1.200 euro mensili; chi, invece, percepisce uno stipendio di 3mila euro netti al mese, riceverebbe una pensione di circa 1.600 euro.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il