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Pensioni ultime notizie prospettive e novità Ministero Occupazione delucidazioni su mini pensioni, quota 41

Il responsabile delle politiche sull'occupazione è entrato nei dettagli dei provvedimenti e dei meccanismi alla base delle novità per le pensioni.




Ci sono diversi dettagli interessanti sulle novità per le pensioni illustrati dal ministro dell'Occupazione. A cominciare dalla lunga sfilza di no, come quello al taglio agli assegni più alti perché garantirebbero un risparmio limitato per le casse dello Stato, o ai vitalizi perché non rientra tra la materie di competenza. Diverso è il caso della proroga di un anno del contributivo donna con cui consentire l'accesso al trattamento previdenziale alle lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome, in cambio del ricalcolo dell'assegno con il contributivo. I lavori sono in corso, ma è meglio non nutrire certezze.

Se poi c'è un aspetto interessante affrontato nel corso della diretta sui social media dal responsabile delle politiche sulle pensioni e sull'occupazione è quello relativo alla posizione di chi ha iniziato l'attività prima dei 18 anni di età. L'abolizione della pensione di anzianità e l'adeguamento dei minimi contributivi e anagrafici introdotti nel 2012 li hanno penalizzati. La maggioranza punta così a riconoscere uno scivolo sui contributi di 3 o 4 mesi per ogni anno di lavoro svolto da minorenni. Anche se con alcuni paletti: agevolazione garantita per gli under 16. Attualmente questi lavoratori possono accedere alla pensione con regole standard che richiedono almeno 42 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall'età.

Il ministro entra poi nei dettagli dei provvedimenti e dei meccanismi alla base delle novità per le pensioni, confermando che le mini pensioni sono proposte in formulazione diverse sulla base della situazione del lavoratore: senza occupazione e non hanno ammortizzatori sociali; con disabilità e con parenti di primo grado che hanno bisogno di essere assistiti; alle prese appunto attività prevalentemente faticose, su cui non è stato ancora raggiunto un accordo con le forze sociali. Sono comunque compresi anche coloro che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi. In ogni caso, per tutti loro, gli oneri saranno a carico dello Stato.

Diverso è invece il caso dei lavoratori nelle imprese con esigenze di ristrutturazione: saranno le stesse azienda a sostenere i costi. Ma in tutto o in parte? La risposta non è ancora arrivata. Infine ci sono le mini pensioni su base volontaria, il cui onere è tutto a carico del pensionando. Non è una soluzione economica, ma "è un'opportunità - insiste il responsabile delle politiche sulle pensioni e sull'occupazione -: nessuno obbliga nessuno".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il