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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 e i conti pubblici italiani

Il rebus dei conti pubblici italiani rende difficile mantenere l'ottimismo sulle novità per le pensioni.




La situazione può apparire frustrante, ma non c'è dubbio che il percorso delle novità per le pensioni in particolare e delle altre riforme in generale, sia ostacolato dalla delusione della ripresa economica. Rispetto alle aspettative iniziali, i numeri sono più bassi. E, aspetto ancora peggiore, lo saranno ancora di più il prossimo anno. Dopo il +0,7% del 2015 quest'anno il Prodotto interno lordo crescerà dello 0,8%, cioè quattro decimali in meno rispetto all'1,2% previsto del Documento di economia e finanza di aprile, mentre per l'anno prossimo il tendenziale cioè il risultato che l'economia otterrebbe senza nuovi interventi, è indicato dalla maggioranza allo 0,6%: toccherà agli stimoli della manovra farlo salire fino al +1%, il nuovo obiettivo fissato per il 2017.

I fatti dimostrano come le politiche attuate fino a questo momento, come quella del bonus di 80 euro, degli sgravi fiscali per le assunzioni, ma soprattutto del tenere slegate le novità per le pensioni dal rilancio del mercato dell'occupazione, non abbiamo portato risultati stabili, neanche sul versante della ripresa dei consumi. La maggioranza ha già assicurato che non scatteranno le clausole di salvaguardia, vale a dire gli aumenti Iva che nel 2017 valgono circa 15,1 miliardi di euro a garanzia di mancate coperture. Una parte delle risorse per disinnescarle dovrebbe arrivare dai provvedimenti di contrasto dell'evasione (4 miliardi di euro) a cui si dovrebbero aggiungere circa 3,5-4 miliardi di euro dalla fase 3 della spending review.

Ebbene, proprio per il mancato taglio della spesa pubblica, anche e soprattutto in riferimento a quella previdenziale che avrebbe potuto in parte finanziare le novità per le pensioni, il capo della maggioranza è finito al tavolo degli imputati. Il rallentamento del prodotto nazionale si riflette però anche sul peso del debito, facendo mancare l'obiettivo di limare già da quest'anno la sua incidenza sul Prodotto interno lordo. Nella nota di aggiornamento il passivo della pubblica amministrazione viene indicato a 132,3% nel 2015 che sale nel 2016 a quota 132,8% (il Documento di economia e finanza di aprile prevedeva una leggera discesa, a 132,4). La sfida è rinviata al 2017, quando il rapporto tra debito e Prodotto interno lordo è chiamato a scendere al 132,2%.

In questo contesto, e attenzioni sono rivolte ai rapporto con la Comunità. Le tappe della sessione di bilancio si intrecciano con le scadenze fissate dal semestre europeo. Entro il 15 ottobre la maggioranza dovrà inviare il progetto di documento programmatico di bilancio per il 2017 riassuntivo del Ddl di bilancio. Il parere dovrà arrivare entro il 30 novembre anche se per prassi in questi anni la scadenza è stata sempre anticipata.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il