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Pensioni ultime notizie e prospettive novità sempre più bloccati giovani assenza novità mini pensioni, quota 41

Le novità per le pensioni previste non sono in grado di smuovere in contemporanea il mercato dell'occupazione e il sistema delle pensioni.




Si può essere d'accordo o meno sulla previsione di un provvedimento che faciliti il ricambio generazionale nelle aziende pubbliche e private, ma che ci sia qualcosa che non va nel mercato dell'occupazione e nel sistema delle pensioni è evidente a tutti. A dimostrarlo ci ha pensato adesso l'Istituto nazionale di statistica, secondo cui quasi sette milioni di giovani tra i 18 e i 34 anni vivono ancora in famiglia con i genitori. Si tratta di una scelta di vita? Non proprio perché a frenare l'indipendenza di vita è proprio la mancanza di autonomia economica per l'assenza di un lavoro stabile e ben remunerato. E a rendere il sistema più ingessato sono proprio le norme attuali che rendono più difficoltoso smettere anzitempo.

E gli under 35 non sposati che condividono lo stesso tetto con i genitori sono 6 milioni e 868.000, il 62,5% del totale. Si tratta nella maggior parte dei casi di studenti o disoccupati ma non mancano gli occupati, che sono il 31,8%. Si tratta di numeri decisamente alti, soprattutto se confrontati con quelli degli altri Paesi europei. E poco importa l'abitudine culturale tutta italiana di convivere il più a lungo possibile con la famiglia d'origine. Come recentemente ammesso dal responsabile delle politiche sull'occupazione, la maggioranza non ha fatto nulla per favorire la staffetta generazionale, anche se il sistema delle mini pensioni consente a ben precise categorie di lavoratori di congedarsi un po' prima.

Basta? Evidentemente no. E non si tratta solo di un problema di costi per lo Stato, ma di convenienza per il pensionando ad accettare questa soluzione. Quella su base volontaria consente di smettere fino a 3 anni e 7 mesi sui requisiti di vecchiaia standard con aiuto degli istituti di credito e rimborso ventennale che scatta con la pensione ordinaria. L'intervento è sperimentale per due anni e vale per tutti i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico e per gli autonomi e si articolerà su tre canali. Per chi sceglie di ritirarsi prima, l'onere è a suo carico e sarà di circa il 5-6% per ogni anno per arrivare fino al 20-25% nel caso di congedo con 3 anni e 7 mesi e comprendendo tutto: interessi sul rateo e premio assicurativo sulla premorienza.

Solo per poche categorie le mini pensioni sono a costo zero ovvero quelli svantaggiati come i disoccupati o chi possiede i requisiti soggettivi, inabilità, invalidità, la presenza di disabili in famiglia. La platea dovrebbe essere estesa a operai del settore edile, macchinisti e forse marittimi attraverso il meccanismo delle categorie ad elevato rischio di infortunio sul lavoro. Ma rimane comunque troppo poco per smuovere in contemporanea il mercato dell'occupazione e il sistema delle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il