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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 rigidità fanno scappare i giovani all'estero

La mancata introduzione di vere novità per le pensioni sta portando adesso a gravi conseguenze.




Viene da pensare che se i giovani continuano a scappare dall'Italia è perché non si fa nulla per dar loro speranza. La questione della trattazione delle novità per le pensioni è emblematica. I cambiamenti vanno nella direzione di permettere il ritiro a ben precise e limitate categorie, ma senza alcun legame con le esigenza del mercato giovanile dell'occupazione. La conseguenza è presto detta: sempre più giovani scappano dalle rigidità del sistema italiano e cercano spazi altrove. E lo fanno tutti, senza grandi distinzioni tra giovani e meno giovani. E stando ai risultati ottenuti dalla maggior parte di loro, la scelta è quella vincente.

A raccontarcelo è la Fondazione Migrantes della Cei, che ha presentato a Roma il Rapporto "Italiani nel mondo 2016". Non ha messo in correlazione questa situazione con le mancate novità per le pensioni o che le scelte non proprio efficaci per rilanciare l'occupazione giovanile. L'approccio è stato quello di scattare una fotografia della situazione. Il solo scorso anno, a espatriare sono stati 107.529 italiani, il 6,2% in più rispetto al 2014, certificando così quell'impressione che sono sempre più numerosi (e giovani) i connazionali che fuggono dall'Italia per vivere e lavorare all'estero. Con in valigia titoli e percorsi di studio.

Più di un emigrante su tre, il 36,7%, ha tra i 18 e i 34 anni. Si sono uniti alla metropoli di italiani nel mondo, che oggi conta oltre 4,8 milioni di abitanti (+3,7% rispetto al 2014). Il quadro è chiaro: si tratta di personale formato in Italia e che ora mette a disposizione le proprie competenze all'estero perché non trovano opportunità lavorative. La situazione è paradossale perché accanto a un numero crescente di giovani che vorrebbero iniziare a darsi da fare, ci sono lavoratori che vorrebbero andare in pensioni ma non possono. O non hanno maturato i requisiti per smettere anzitempo o le condizioni proposte, tra oneri, penalità e interessi da corrispondere agli istituti di credito, sono troppo scoraggianti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il