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Pensioni ultime notizie e prospettive novità sempre più urgenti da continui dati negativi novità mini pensioni, quota 41

Le scelte fin qui attuate sulle novità per le pensioni stanno provocando problemi economici e sociali.




Questo non è un Paese per giovani, ma soprattutto lo Stato sta facendo poco (o in misura poco efficace) per farlo diventare. Basti vedere i temi di discussione all'interno del pacchetto delle novità per le pensioni per capire come la strada scelta sia stata ben diversa. In Italia la quota di popolazione tra i 15 e i 29 anni che non è né occupata, né a scuola o in formazione, è aumentata considerevolmente durante la recessione. Una situazione preoccupante che rappresenta una perdita di circa un punto e mezzo di Prodotto interno lordo. A favorire questa situazione c'è un sistema previdenziale ingessato in base al quale i lavoratori che vorrebbero congedarsi non possono farlo o devono accettare condizioni poco convenienti.

Di più: continua a mancare l'incentivo a qualche forma, anche sperimentale, di ricambio generazionale per rilanciare produttività e competitività e dunque l'economia. E che ce ne sia bisogno è dimostrato dal fatto che prima del 2007, sulla base di quanto emerge dai numeri dell'Ocse, la percentuale in Italia era attorno al 20%, 4 punti sopra la media. Evidentemente il combinato disposto di novità per le pensioni e provvedimento per il rilancio del mercato dell'occupazione si è rivelato inefficace. Un primo timido segno di schiarita si è cominciato a vedere solo lo scorso anno, con una modesta riduzione della percentuale, equivalente a quasi 2,5 milioni di giovani, comunque al di sopra dei livelli pre-crisi e quasi il doppio della media Ocse.

Evidentemente è troppo poco. Il dato più inquietante riguarda le capacità che vengono perse a causa dei giovani che non lavorano e non studiano, pari all'1,4% del Prodotto interno lordo. Anche al livello Ocse, il numero di giovani usciti dal sistema educativo e senza lavoro rappresenta un costo economico maggiore. Rispetto a questa ingessatura dei sistemi delle pensioni e dell'occupazione, per i giovani poco qualificati diventa sempre più difficile trovare un impiego, ancora più difficile un impiego stabile. Se non saranno compiuti sforzi supplementari per migliorare l'accesso a studi e formazione, aumenta il rischio di una società sempre più spaccata.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il