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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 lungo e con tante incognite ancora l'iter appena avviato

Nonostante recente intesa forze sociali e maggioranza, ancora lungo l’iter di definizione di novità per le pensioni concrete e reali: tappe e questioni ancora aperte da risolvere




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): In settimana nuovo round tra maggioranza e forze sociali per definire i dettagli tecnici delle decisioni in arrivo e quantificare il budget che sarà reso disponibile. Ma anche se, come confermato dalle ultime e ultimissime notizie, siamo alla stretta finale, mancano ancora due mesi di confronto in Aula dal quale, ci insegna il passato, possono saltare fuoriqualche altra novità per le pensioni, seppur non così facilmente.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:15): Nulla di quanto è stato deciso finora è chiaramente definitivo e non lo sarà vino al voto finale tra due mesi. E anche per le novità per le pensioni è la stessa identica cosa. Tutto può cambiare ancora, così come documento orpsettico strategico che sta finalmene avvincinado ad una eleborazione finale ma che potrebbe sempre legermente finale e al testo unico che, avr+, poi, un lungo percorso di confronto all'interno delle istituzioni.

Il percorso di definizione delle novità per le pensioni da attuare entro la fine dell’anno è ancora decisamente lungo e pino di incognite: è vero, infatti, come riportato dalle ultime notizie, che qualche giorno fa è stato firmato un atto tra forze sociali e maggioranza con definizione di alcune novità per le pensioni, ma non trattandosi di un protocollo di intesa e, soprattutto, non essendo vincolante per la maggioranza, potrebbe ancora essere modificato a livello parlamentare. Tutto, infatti, e non solo sulle novità per le pensioni, potrebbe ancora cambiare in Parlamento a partire dalla metà del prossimo mese di ottobre quando inizieranno le riunioni per la definizione di tutti i provvedimenti che entro la fine dell’anno dovranno essere approvai e potrebbero prospettarsi numerosi cambiamenti soprattutto per le novità pensioni se non opportunamente definite e inquadrate per i budget disponibili. Il lungo percorso di modifiche e discussioni potrebbe iniziare il 15 ottobre, data entro la quale la maggioranza dovrà presentare alla Comunità lo strumento programmatico rivisto con obiettivi da raggiungere e sempre entro metà ottobre lo stesso documento dovrà essere presentato alle Camere.

Solo 5 giorni dopo, cioè entro il 20 ottobre, dovrà essere presentato al Parlamento il disegno di legge di bilancio che poi entro il 31 dicembre dovrà essere definitivamente approvato. Ma ci sono diversi nodi ancora da sciogliere inerenti le novità per le pensioni: rimandata orma da tempo la quota 100 perché troppo costosa, stando alle ultime e ultimissime notizie, per le novità pensioni rientranti nell’accordo tra maggioranza e forze sociali sarebbero stati contati 6 miliardi di euro per tre anni ma ancora non si sa in che misura questi soldi saranno ripartiti e utilizzati in questi tre anni. Si dice che il budget per ogni anno potrebbe essere crescente, partendo da 1,5 miliardi di euro di quest’anno per arrivare a 6 nel terzo anno. Ma ci chiediamo: come è possibile preventivare una spesa di 1,5 miliardi di euro per il primo anno per tutte le novità per le pensioni annunciate se solo per gli aumenti delle pensioni base si è parlato di uno stanziamento 1,5 miliardi di euro?

Quanto dovrebbe essere destinato allora alla mini pensione e a quella sorta di quota 41 che si vuole inserire nella stessa mini pensione? La cifra ipotizzata nel corso di queste settimane da impiegare per la mini pensione era di 500 milioni di euro, con possibilità di arrivare anche a 600 milioni considerando l’ampliamento eventuale della platea di beneficiari con inserimento della quota 41. Se queste fossero le necessità, dunque, non basterebbero 1,5 miliardi di euro per il primo anno, ma almeno due, così come del resto la stessa maggioranza si era detta disposta a spendere per le novità per le pensioni. Ma i cambiamenti che si prospettano non riguardano solo la questione soldi. Nonostante, infatti, sembra che siano state approvate novità pensioni con mini pensione, novità pensioni di quota 41, novità pensioni per chi è impiegato in occupazioni pesanti e faticose e novità pensioni con aumento delle pensioni inferiori, l’unica reale novità per le pensioni definita nell’intesa tra maggioranza e forze sociali è stato l’aumento, seppur irrisorio di appena 40 euro, dei trattamenti pensionistici base, fino a mille euro al mese. Per il resto mancano le definizioni reali.

Mancano informazioni sulla copertura dell’assicurazione che accompagna la mini pensione, chi e quanto la pagherà; mancano dettagli sull’entità degli interessi che la restituzione della mini pensione prevederà e che dovrebbero essere sia a carico dello Stato e sia a carico del pensionato stesso in base al valore del reddito pensionistico di ogni lavoratore; e manca proprio la definizione della soglia di reddito fino alla quale la mini pensione non dovrebbe prevedere alcun onere per il lavoratore. Il dubbio è tra i 1.200 e i 1.500 euro mensili. Mancano poi certezza sul funzionamento della eventuale quota 41 da inserire nella mini pensione e che non dovrebbe valere per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare giovanissimi, ma solo se entro i 19 anni si sono versati effettivamente 12 mesi di contributi e solo se si vive in determinate condizioni di disagio, cioè se si è rimasti senza occupazione, se si è invalidi o se si è impiegati in attività faticose.

E in relazione a quest’ultimo punto si apre poi un altro capitolo: nonostante la categoria dei lavoratori occupati in attività faticose sembra essere stata destinataria di una novità pensione per anticipare l’età pensionabile, in realtà non si sa a quali lavoratori si fa riferimento perché mancano puntuali definizioni di occupazioni faticose, tanto che la maggioranza sarebbe a lavoro per la messa a punto di una lista che le riporti. E’ ben chiaro, dunque, come molte questioni restano ancora da chiudere nonostante la recente intesa e come il percorso perché ciò avvenga possa prospettarsi lungo ancora qualche mese, con l’incognita, comunque, del non sapere cosa si farà davvero fino alla fine e il timore che tutto potrebbe ancora saltare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il