BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Tfa terzo ciclo: si dovrebbe fare, sembra conferma ufficiali o quasi. I segnali negativi che però permangono

L'attivazione del Tfa terzo ciclo è ancora in sospeso, ma non vogliamo essere positivi e crediamo nello sblocco delle operazioni.




Il Tfa terzo ciclo si farà o no? Se dovessimo dare le percentuali, diremmo sì al 51% e non 49%. A farci spingere verso la risposta affermativa, con tutte le cautele del caso, è l'apertura ufficiale del ministro dell'Istruzione che ha definito imprescindibile la sua attivazione. Più facile a dirsi che a farsi, considerando che anche la prima settimana di ottobre è ormai andata in cantiere, i tempi stringono e gli atenei continuano a mormorare sulle difficoltà ad attivare un buon percorso. Un altro segno positivo non può essere l'avvio del dialogo con i sindacati anche se al centro delle discussioni ci sono state altri temi chiave.

Più precisamente, l'attenzione è stata sui precari del mondo della scuola, rispetto a cui i tanti docenti - hanno argomentato le organizzazioni sindacali - devono avere certezza per la soluzione dei diversi problemi, con risposte univoche da parte dei diversi livelli dell'amministrazione e la definizione di soluzioni ponte che consentano un passaggio tra il vecchio e il nuovo modello secondo modalità sostenibili e condivise. Nel corso dell'incontro presso la sede dello stesso Ministero dell'Istruzione è stato riaffermato che i posti messi a concorso valgono per il triennio e quelli che hanno superato il concorso saranno tutti assorbiti.

Per quanto riguarda la mobilità, i sindacati hanno rilancio sulle complicate procedure delle operazioni di trasferimento, che oltre a penalizzare molti insegnanti hanno influito sul regolare avvio dell'anno scolastico. Stando a quanto riferito, questa posizione è stata condivisa dal Ministero dell'Istruzione che ha proposto di anticipare i tempi per la contrattazione sulla mobilità per il prossimo anno. Tuttavia c'è stato un punto di rottura sulla disponibilità a rifare tutte le operazioni.

E in attesa del Tfa, lo stesso Miur ha lanciato un Piano di formazione in servizio degli insegnanti che passa da un investimento di 325 milioni di euro. Saranno coinvolti tutti i docenti di ruolo e sono previste azioni formative per tutto il personale scolastico. Nove le priorità tematiche: dal digitale, alle lingue, dall'alternanza scuola lavoro all'inclusione, alla prevenzione del disagio giovanile, all'autonomia didattica. La qualità dei percorsi sarà assicurata attraverso nuove procedure di accreditamento a livello nazionale dei soggetti erogatori che consentiranno anche di monitorare gli standard offerti. Sarà fatto un investimento specifico sulla ricerca in questo campo per favorire il finanziamento, la raccolta e diffusione delle migliori startup formative.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il