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Rinnovo contratti statali, sblocco stipendi dipendenti pubblici: tre giorni, venerdý dettagli importanti si dovrebbero conoscere

Nel corso della prossima settimana sarÓ fatta finalmente luce sul budget da destinare all'aumento degli stipendi degli statali.




Si entra nel rush decisivo per capire qualche piega prenderà il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. La prossima settimana il ministro dell'Economia illustrerà gli aggiustamenti alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza prima del varo della legge di Bilancio. A quel punto sarà messo un primo punto fermo: l'entità del budget da destinare a sbloccare gli stipendi degli statali. Naturalmente si tratta di una tappa di passaggio perché da quel momento in cui inizierà il lungo iter tra Camera e Senato che porterà, sotto Natale, all'approvazione del provvedimento finale. In realtà un primo punto di partenza c'è già e sono quei 300 milioni di euro già stanziati con la legge di stabilità dello scorso anno.

A questa somma per il rinnovo del contratto degli statali, il governo potrebbe aggiungerne almeno altrettanto. Tuttavia la vera partita si gioca sulle modalità di distribuzione del budget, dando praticamente per certo che non sarà seguita la strada degli aumenti a pioggia. Di positivo per i conti pubblici e in questo momento di incertezza economica, ci sono le parole del commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici che lasciano lasciano intravedere la possibilità di un compromesso in Europa sugli spazi di bilancio che Roma si appresta a chiedere nel documento programmatico utilizzato da Bruxelles per esprimere il suo giudizio sulla manovra.

Considerando le varie posizioni all'interno della Commissione, l'apertura non potrà probabilmente essere assoluta, ma l'Italia potrebbe godere di qualche decimale in più rispetto al 2,0% di deficit inserito nelle tabelle della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Nella relazione di accompagnamento alla Nota, l'esecutivo ha già chiesto al Parlamento di poter alzare l'asticella dell'indebitamento fino al 2,4%, proprio per far fronte alle spese eccezionali di terremoto e migranti, e non a caso le indiscrezioni parlamentari suggeriscono un possibile rialzo al 2,2% nel documento programmatico atteso a Bruxelles per il 17 ottobre.

Indicazioni in tal senso potrebbero probabilmente arrivare anche nell'audizione del ministro dell'Economia fissata per martedì sera. L'aumento del deficit, non escluso nemmeno dal viceministro dell'Economia, Enrico Morando, potrebbe del resto convincere anche l'Ufficio parlamentare di Bilancio, che finora non ha validato i numeri della Nota, giudicati sostanzialmente incoerenti. A sollevare i dubbi è il Pil fissato all'1% nel 2017, troppo alto rispetto alla spinta che deriverebbe dalle misure della manovra illustrate finora.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il