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Rinnovo contratti statali, sblocco dipendenti: nuovo aumento budget. Come sarà diviso, per chi e da quando

Sarebbe stata fissata una nuova cifra per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici fermo da sette anni.




C'è una nuova cifra che circola nella partita del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici ed è quella di 900 milioni di euro. Si tratta di una somma superiore ai numeri circolati nei giorni scorsi, pari a circa 700 milioni di euro. Dopo sette anni di blocco si va dunque per la scrittura della parola fine a questa vicenda, anche se resta da capire come sarà diviso questo budget. In dote già ci sono 300 milioni di euro, già stanziata con l'ultima legge di stabilità. Dettaglio di primo piano, lo stanziamento si riferisce solo alla pubblica amministrazione centrale, circa la metà del totale degli statali contrattualizzati.

Di conseguenza i Comuni e le Regioni dovranno trovare strade diverse ovvero prevedere stanziamenti propri. Resta poi sotto osservazione la riforma della dirigenza, contro la quale i dirigenti della pubblica amministrazione annunciano uno sciopero di 5 ore il prossimo 24 ottobre. Secondo l'Unadis, dietro la riforma c'è "l'idea di annichilire, asservire, sottomettere la dirigenza pubblica" perché "la riforma non riguarda solo la dirigenza ma piano piano investirà altri settori pubblici. In pratica stiamo assistendo a un meccanismo di erosione dello spazio dell’intervento pubblico". Se arriva una schiarita sui fondi, i nodi da sciogliere restano quindi diversi, anche per quel che riguarda le regole.

Da quel che trapela si sta cercando di capire come allentare le maglie della legge Brunetta, che ai sindacati non piace affatto, soprattutto nella parte in cui divide il pubblico impiego per fasce di merito o demerito. La metà dei premi andrebbe al 25% più bravo e il resto al 50% che sta a metà strada, niente al restante quarto, con le pagelle più basse. Fino a questo momento, lo schema non è mai stato applicato anche perché non c'è stato più alcun rinnovo. Ora il problema si pone considerato che ci sarebbe la volontà di puntare proprio sulla retribuzione di risultato. Lo strumento giusto per rivedere alcuni passaggi sarebbe il Testo Unico del pubblico impiego, che il governo vorrebbe presentare a febbraio, ma entrerebbe in vigore non prima dell'estate.

Uno scarto di tempo, quello tra la disponibilità economica e il nuovo quadro di regole, che potrebbe essere colmato dalla trattativa contrattuale. D’altra parte si tratta di riaprire i tavoli dopo sette anni di blocco e nel frattempo sono pure cambiati i comparti. Il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha parlato di una convocazione dei sindacati nelle prossime settimane, ma con tutta probabilità per riaprire i tavoli ufficiali della contrattazione bisognerà aspettare l’approvazione della legge di Bilancio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il