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Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici, polizia, carabinieri, vigili del fuoco: richieste e risposte trattative

La questione dello sblocco degli stipendi degli statali coinvolge anche le forze dell'ordine ovvero coloro che sono impegnati nella sicurezza del territorio.




Nei giorni della ripresa del confronto sullo sblocco degli stipendi degli statali, a fare sentire la loro voce anche su questa questioni sono stati Sindacato autonomo di polizia e Consiglio nazionale della Uil Pubblica Amministrazione Vigili del Fuoco. Si tratta della dimostrazione più chiara di come il tema coinvolga anche le forze dell'ordine ovvero coloro che sono impegnati nella sicurezza del territorio e non solo gli impiegati pubblici. Le ultime cifre che circolano negli ambienti vicini al dossier parlano di 700 milioni in manovra per il 2017, a cui ne dovrebbero seguire altrettanti per il 2018, più quanto già messo per il 2016 (300 milioni).

Il tutto porterebbe a un aumento, fanno i conti i sindacati, di circa 40-50 euro a regime. Cifra che non accontenterebbe i sindacati, i quali continuano a chiedere di risolvere l'intreccio tra rinnovo e bonus Irpef. Altro punto caldissimo è la mancanza da 100 a 200 milioni di euro al Fondo esuberi del settore bancario per agevolare le uscite chieste da governo e Banca d'Italia. Salvatore Rossi, direttore generale di Bankitalia ha parlato di inevitabili interventi sul personale e di possibili interventi ad hoc anche legislativi. Il Fondo esuberi, spremuto dalle uscite passate e in corso, pari a 20.000, non ha i soldi, affermano alcune fonti, che dovrebbero essere reperiti dal governo con un intervento ancora da definire.

Un contributo alla solidarietà difensiva come sarebbe stato avanzato da alcuni rappresentanti del governo sarebbe giudicato insufficiente dal comparto. Difficile anche che possa essere usata l'indennità di disoccupazione Naspi, attivabile solo dichiarando lo stato di crisi. "Il giorno stesso - sostiene un banchiere in maniera riservata - ci sarebbe una fuga agli sportelli e un colpo tremendo alla fiducia. Questo è un cambiamento epocale di un settore come lo hanno vissuto negli scorsi anni la manifattura la chimica o la telefonia e dove lo Stato ha avuto un ruolo, accollandosi anche i costi. Ci rendiamo conto che il bilancio pubblico ora non lo permette, ma una soluzione deve essere trovata assieme".

Le banche sottolineano come il contributo del comparto alla Naspi (200 milioni di euro annui) da anni vada a beneficio di altri settori mentre dovrebbe poter essere usato direttamente. L'ipotesi lascia freddi governo e sindacati. Lando Sileoni, Fab, chiede un intervento legislativo; Agostino Megale, Fisac, l'uso di risorse pubbliche e Massimo Masi Uilca propone una sorta di patrimoniale (pari al 20%) sui maxi stipendi dei manager. Il cambiamento è comunque ineludibile. Insomma si tratta di un'altra gatta dal pelare per Palazzo Chigi, costantemente alle prese con i soldi che non basato mai e con la partita del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici che va finalmente giocata e conclusa come sentenziato nei mesi scorsi dall'Alta Corte.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il