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Tfa terzo ciclo incerto ancora seppur nuove 80mila assunzioni inserite in Bilancio

Trovano conferme le previsioni sulla fine del Tfa, almeno come è stato inteso fino a questo momento. Ma un ultimo ciclo ci sarà.




C'è un legame molto stretto tra l'attivazione del Tfa terzo ciclo e la prossima legge di Bilancio. Stando infatti alle ultime notizie, l'intenzione del governo è di procedere con la stabilizzazioni nei prossimi tre anni e attraverso concorsi per gli iscritti in seconda fascia. Stiamo parlando di circa 80.000 precari mentre è in corso il faccia a faccia con la Ragioneria di Stato per 25.000 supplenti delle Gae. Dinanzi a queste scelte, trovano conferme le previsioni sulla fine del Tfa, almeno come è stato inteso fino a questo momento. Il prossimo, di cui si attende il bando con impazienza, dovrebbe essere l'ultimo. Se ne saprà di più sulla reale volontà di Palazzo Chigi con la presentazione alla Camere della legge di Bilancio, a cui seguirà un lungo confronto che terminerà solo a dicembre.

Da ciò che si è appreso anche sulla base dell'ultima riunione tra Miur e organizzazioni sindacali e in attesa di notizie certe sul Tfa terzo ciclo, è stato riaffermato che i posti messi a concorso valgono per il triennio e quelli che hanno superato il concorso saranno tutti assorbiti. Secondo i sindacati, "i tanti docenti precari devono avere certezza per la soluzione dei diversi problemi, con risposte univoche da parte dei diversi livelli dell'amministrazione e la definizione di soluzioni ponte che consentano un passaggio tra il vecchio ed il nuovo modello secondo modalità sostenibili e condivise". Si tratta di uno dei fronti di discussioni destinati a rimanere costantemente paerti.

Gli incontri successivi tra le parti seguiranno tre direzioni. La prima è quella della mobilità del personale docente in termini di correzione dei possibili errori e avvio del confronto per il contratto sulla mobilità per il prossimo anno. A tal fine si registra l'impegno verso l'unificazione dell'organico di diritto e quello di fatto. Quindi c'è la riapertura del confronto per l'assegnazione della titolarità dall'ambito alla scuola. Secondo quanto affermato nel corso della riunione si dovrebbe ripartire da dove si era interrotta la trattativa che, in sede di accordo politico, prevedeva criteri oggettivi per l'assegnazione alle scuole.

Infine, ci sono gli spazi di confronto per il rinnovo contrattuale che dovranno affrontare tematiche importanti come la formazione obbligatoria e la valutazione di docenti e dirigenti. Per ora si va verso il divieto di reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi e nei prossimi giorni dovrebbe essere formalizzata la posizione da parte dei tecnici del Ministero dell'Istruzione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il