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Conti stretti per il nuovo testo unico e investimenti, anche miliardari, già decisi a scapito di novità per le pensioni: quali sono, effetti e rischi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:45): Nuovi dettagli sulle decisioni di spesa della maggioranza che necessariamente impatta anche su un budget per le novità per le pensioni che rimane di fatto congelato a 6 miliardi di euro in tre anni. Nel 2017, stando alle ultime e ultimissime notizie, diventerà operativo il taglio dell'Ires di 3,5 punti percentuali con l'aliquota che passerà dagli attuali 27,5% al 24 per cento.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:01): Non si può che essere perplessi dalle ultime e ultimissime notizie, secondo cui la maggioranza vorrebbe riproporre una nuova stagione di bonus e di incentivi una tantum. I fatti dimostrano come si tratti di provvedimenti a corto raggio con un impatto limitato. A rimetterci sono quei capitoli di lavoro, come le novità per le pensioni, il cui budget è ridotto.

I tecnici dell’Economia continuano a ribadire la loro posizione da sempre espressa sulle novità per le pensioni e che, cioè, non rappresentano una priorità di intervento per il nostro Paese e che sarebbe meglio indirizzare gli investimenti verso altre misure che sappiano rilanciare concretamente la ripresa economica de nostro Paese. Gli obiettivi sono chiari: mettere a punto un testo unico con provvedimenti che permettano di centrare i traguardi di nuova crescita fissati per l’Italia. E le ultime notizie sono ricche di nuovi interventi, per cui servono importanti budget, che dovrebbero perseguire proprio tali obiettivi, da nuovi investimenti a sostegno di investimenti e imprese, a proroga di incentivi e bonus, a misure per la famiglie. Ma andiamo con ordine: le misure del testo unico devono essere definite in maniera precisa e puntuale in base alle reali esigenze del nostro Paese considerando che il budget a disposizione è molto ristretto.

Il valore complessivo del testo unico, che sta per iniziare il suo iter, dovrebbe essere di 25 miliardi circa, con 15 miliardi circa già impiegati per scongiurare l’aumento dell’Iva e 8 miliardi da aggiungere che dovrebbero derivare da un piano di revisione della spesa pubblica che dovrebbe interessare, tra le altre spese, detrazioni ed esenzioni fiscali, spese superflue di enti pubblici e ministeri. Mancherebbero soldi per riuscire ad attuare tutti i provvedimenti che si vorrebbero, comprese le novità per le pensioni, e un’ulteriore mano potrebbe derivare dall’esito delle trattative comunitarie che se si dovessero concludere con l’approvazione della concessione dell’extra budget richiesto al nostro Paese, permetterebbero di avere ulteriori margini di intervento che non dovrebbero interessare direttamente le novità per le pensioni, per cui comunque non cambierebbe nulla, ma che eviterebbero con certezza ulteriori peggioramenti per le stesse pensioni. Tutto, però, in tal senso è ancora da vedere. E intanto si fanno i conti con le reali disponibilità economiche: si tratta di soldi impiegati che saranno impiegati per interventi che se dovessero davvero essere portati a termine sarebbero decisamente importanti e proficui per il nostro Paese ma che finora sono sempre rimasti piuttosto teorici.

Si parla, infatti, di 90 miliardi di euro stanziati complessivamente per grandi opere come l'alta velocità ferroviaria, al Sud Napoli-Bari; per il terzo valico della Milano-Genova, per il tunnel del Brennero e quello del Frejus della Torino-Lione, progetti che però sono ancora allo studio; per prolungamento dei corridoi europei; per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, che è ancora al centro di accesi dibattiti, non eseguito, non messo a punto e per cui ci sono però i soldi. E ancora: per lo sviluppo della banda ultralarga, per nuovi progetti di edilizia scolastica, per misure per contrastare i rischi idrogeologici.

Si tratta di investimenti che potrebbero diventare concreti se solo i progetti di questi piani fossero stati conclusi o si stessero effettivamente completando. A questi soldi si affiancano i nuovi investimenti riportati dalle ultime notizie e cioè 13 miliardi per rilancio di investimenti, pubblici e privati, e misure per le imprese del piano Industria 4.0; 10 miliardi di euro aggiuntivi per ricerca e sviluppo; 400 milioni di euro all’anno per il nuovo incentivo alle famiglie con almeno due figli e un basso Isee; 200 milioni di euro all’anno e altri 200 milioni di euro messi a disposizione da parte del Miur per nuove assunzioni della scuola e della scuola dell’infanzia; uno stanziamento di ben 800 milioni di euro per gli enti locali; 7 miliardi di euro per lo sblocco dei contratti del pubblico impiego; 900 milioni di euro stanziati per il fondo di garanzia delle aziende. E’ facile comprendere come si tratti di progetti che comprendo tra l’altro ogni settore potrebbero rivelarsi davvero importanti per rilanciare l’economia italiana e che fanno anche ben capire perché si siano messe da parte le novità per le pensioni importanti e profonde, come la quota 100, e limitate la mini pensione e la quota 41, se solo però venissero davvero realizzati questi stessi progetti appena riportati e non si rivelassero come rischi di soldi sprecati e che avrebbero potuto essere impiegati per altre misure realmente più importanti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il