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Pensioni ultime notizie dettagli mini pensioni, categorie quota 41, gratuità cumulo confronto Governo Renzi-Sindacati da definire

Maggioranza e forze sociali sono al lavoro per lo scioglimento degli ultimi nodi sulle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:05): In estrema sintesi si devono verificare nel confronto Governo Renzi-Sindacati epr ogni novità per le pensioni alcune tasselli mancanti spesso non di poco conto anche se dalle ultime notizie e ultimissime stanno, come vedremo, venendo fuori:

- novità pensioni capire funzionamento esatto mini pensioni, tetto massimo tassi interesse , fasce di reddito, categorie gratuite
- novità pensioni comprendere quali categorie potranno accedere a quota 41
- novità pensioni cumulo se davvero sarà gratuito a pagamento dopo la differenziazione fatta a sorpresa con la ricongiunzione.
 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): E ancora una volta i miglioamenti per le novità per le pensioni non sono così certi e anzi se non cancellati sembrano rimandati ulteriormente. E' il caso di quota 41 per le categorie, mentre per le mini pensioni i nodi sono ancora di più e non dovrebbero proprio passare dalle ultime notizie e ultimissime

Quali sono le questioni sulle novità per le pensioni da affrontare e risolvere nella prossima riunioni tra maggioranza e forze sociali? Una di quelle aperte è quella del budget sia in riferimento alla cifra definitiva e sia alle modalità di distribuzione nel triennio. La maggioranza ha infatti messo sul piatto 6 miliardi di euro in tre anni con un percorso progressivo. Il prossimo anno l'importo si aggirerebbe tra 1,5 e 1,7 miliardi di euro per poi crescere gradualmente. Strettamente collegato a questo aspetto è quello relativo agli stanziamenti per ciascun provvedimento in agenda.

Da decide anche chi potrà smettere anzitempo gratuitamente con lo strumento delle mini pensioni. La maggioranza ha proposto il costo zero per i lavoratori in condizioni svantaggiate con una pensione lorda sotto i 1.200 euro netti. Almeno 100 euro in più è la richiesta delle forze sociali. Sul fronte di coloro che hanno iniziato l'attività da giovanissimi, il verbale sottoscritto dalle parti prevede l'eliminazione delle attuali oneri previsti per smettere prima dei 62 anni di età e la garanzia di uscita con 41 anni di contribuzione per disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili, occupati in attività particolarmente gravose.

In merito all'elenco delle categorie, rispetto a cui le ultime notizie riferiscono della possibile esclusione di infermieri e insegnanti e perfino dello slittamento dell'applicazione dello strumento per alcune categorie ben precise, le forze sociali chiedono che si allarghi il bacino di lavori faticosi o rischiosi e per la quale la permanenza al lavoro in età più elevata aumenta il rischio di infortunio o malattia professionale. Una particolare agevolazione fiscale è definita, al dunque, per chi chieda la pensione integrativa, la cosiddetta Rita.

Capitolo cumulo, attualmente per chi ha versato i contributi previdenziali in più gestioni c'è la possibilità di ricongiungerli in una sola gestione andando in pensione con le regole e il trattamento economico applicati dalla gestione in cui viene fatto confluire tutto. Questa operazione tuttavia comporta oneri fino a 30-40.000 euro per il lavoratore, sulla base di età, reddito e contributi da spostare. Su questo fronte la maggioranza punta alla gratuità sia per il trattamento di vecchiaia sia per quello anticipato. Si tratterebbe di un'opzione con caratteristiche simili alla totalizzazione già adesso in vigore.

Non si tratta di dettagli di poco conto perché le cose vanno peggio del previsto e la maggioranza deve abbassare le previsioni da più 1,2% a più 0,8% per l'anno in corso mentre per il 2017 la stima dovrebbe essere fissata a più 1%, ben al di sotto del più 1,4% previsto ad aprile. Ogni piccola variazione nel budget delle novità per le pensioni è dunque in grado di influenzare il più ampio mosaico delle decisioni. E siccome l'asticella del deficit sale al 2% nel 2017, ma senza contare le spese straordinarie per sisma e migranti, l'Italia sarà costretta a rinegoziare l'impegno assunto con la Comunità di un deficit all'1,8% del Prodotto interno lordo. In caso di disco verde, lo stanziamento immaginato per le novità per le pensioni non subirà ritocchi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il