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Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici: qualche centinaio di milioni in più dal DEF ma nulla di più

Tramontano ipotesi come quella del contratto ponte o di un rinnovo spostato sul triennio 2015-2017.




Non c'è ancora il documento ufficiale in cui viene messa nera su bianco la cifra da destinare al rinnovo dei contratti del pubblico impiego ma, a meno di sorprese, dovrebbe essere di 900 milioni di euro. Lo ha rivelato lo stesso ministro dell'Economia in occasione dell'audizione alle commissione Bilancio di Camera e Senato. Nel pacchetto di misure che andranno a comporre la manovra, saranno destinati 3,15 miliardi di euro per il sociale, comprendente l'aumento delle pensioni minime, i provvedimenti per le famiglia in stato di bisogno economico e, appunto, il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Sul come verrà spesa questa cifra la partita è ancora tutta da giocare.

Intanto sembrano tramontare ipotesi come quella del contratto ponte o di un rinnovo spostato sul triennio 2015-2017. Al momento sembra anche difficile inserire un tetto per i rinnovi, sopra il quale far evaporare gli aumenti a vantaggio dei redditi più bassi. Un altro fronte aperto per gli statali è quello del turnover: aspettando le scelte che verranno fatte in manovra, il ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia annuncia un ulteriore sblocco, dopo i vincoli alzati per favorire il riassorbimento degli esuberi delle Province. In questa cornice si segnalano le assunzioni sbloccate su gran parte del territorio.

Proprio così, la pubblica amministrazione torna a respirare dopo il blocco totale al turnover imposto in questi ultimi per favorire il riassorbimento del personale in esubero delle amministrazioni provinciali di tutta Italia. Nel centro nord le porte di Comuni e Regioni si sono praticamente riaperte, con poche eccezioni, nel Mezzogiorno c'è ancora qualcosa da fare, ma da 8.000 dipendenti in cerca di un nuovo posto si è passati a 476. Un gruppo ristretto rispetto al numero di partenza ma l'operazione mobilità dei dipendenti pubblici, al di là della questione del rinnovo contrattuale, non potrà considerarsi chiusa fino all'azzeramento di ogni eccedenza.

E infatti il Ministero per la Funzione Pubblica, a cui è stata affidata la regia, parla di una fase 2, annunciando il ripristino delle ordinarie facoltà assunzionali in due territori di grande portata, come Lombardia e Toscana, che si aggiungono a Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Marche e Lazio, guardando all'Italia centrosettentrionale. Ma qualcosa si è mosso anche per il Mezzogiorno, con lo sblocco già riconosciuto a Sardegna e Basilicata. C'è invece ancora da lavorare soprattutto in Abruzzo, Umbria e Puglia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il