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Pensioni ultime notizie decisioni novità in definizione da Nannicini, Poletti, Camusso, Furlan per novità mini pensioni, quota 41

Gli ultimi dettagli da definire sulle recenti novità per le pensioni annunciate: domani ulteriori informazioni da nuovo confronto tra maggioranza e forze sociali




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:15): A grandi passi verso la definizione degli ultimi dettagli sulle novità per le pensioni annunciate. Dalla nuova riunione tra maggioranza e forze sociali emergerà il quadro completo dei provvedimenti che caratterizzeranno il sistema previdenziale nei 12 mesi del prossimo anno, anche se le ultime e ultimissime notizie non escludono che ulteriori ritocchi possano arrivare entro la fine di quest'anno.

E' in programma per domani, venerdì 14 ottobre, il nuovo confronto tra tecnici della maggioranza ed esponenti delle forze sociali, per la definizione ufficiale delle novità per le pensioni che dovranno essere inserite nel testo unico che sta iniziando il suo iter e si avvia all’approvazione finale entro il 31 dicembre. Ancora due mesi, dunque, per rivedere e mettere ancor meglio a punto i provvedimenti previsti, che potrebbero ancora essere ritoccati nel caso di risposte positive da parte della Comunità sulla concessione dell’extra budget al nostro Paese. In quel caso si avrebbero soldi in più che permetterebbero di rimettere mano ad alcuni provvedimenti, difficilmente però sulle novità per le pensioni. I chiarimenti attesi dal confronto di domani dovrebbero riguardare essenzialmente mini pensione, quota 41 e cumulo, all'indomani di un accordo, quello di qualche settimana fa, che il ministro dell'Occupazione Poletti ha definito un lavoro importante. commenti positivi anche dalle stesse forze sociali, a partire dalla leader della Cgil Camusso che ha parlato di un buon lavoro, invitando comunque la maggioranza ad andare anche oltre.

Un buon lavoro, quello dell'accordo sulle novità per le pensioni tra maggioranza e forze sociali, giudicato anche dalla Furlan, mentre il consigliere economico di Palazzo Chigi si prepara a fornire ulteriori chiarimenti di funzionamento. Ancora aperto, infatti, il capitolo mini pensione innanzitutto: il sistema permetterebbe a chiunque lo volesse di andare in pensione fino a tre anni prima rispetto all'attuale soglia di uscita di 66 anni e sette mesi, quindi a 63 anni, percependo una mini pensione che dovrà poi essere restituita con un piano di rimborso 20ennale, con trattenute sulla pensione finale che subirebbe anche tagli in percentuale sulla base del reddito pensionistico di ogni singolo lavoratore, per ogni anno prima in cui si lascia la propria occupazione. Ma questa mini pensione così penalizzante diventerebbe senza alcun onere per le categorie di persone più svantaggiate, vale a dire chi è rimasto senza occupazione o chi è disabile, tra gli altri. Questa mini pensione dovrebbe integrare una quota 41 che però, come confermano le ultime notizie, sarebbe senza oneri solo per chi entro i 19 anni abbia maturato 12 mesi di contributi e si ritrovi in condizioni difficili, cioè che sia invalido, o reso tale da incidenti lavorativi, che sia senza occupazione, o che sia impegnato in occupazioni faticose.  

La richiesta delle forze sociali è quella di estendere la quota 41 a tutti coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale, indipendentemente dall’anno contributivo maturato prima del 19esimo anno di età e di soddisfare particolari condizioni. Resta, inoltre, da definire anche la lista, poi, delle cosiddette occupazioni faticose. Si era detto la maggioranza vi stesse lavorando, in realtà la definizione delle nuove attività gravose dovrebbe essere rimandata, ma ancora non si sa a quando, e quindi per inquadrare i relativi lavoratori di questa categoria si dovrebbe fare riferimento alle attività ora individuate come faticose. Ma i dubbi da chiarire e i dettagli da fornire sono ben altri: innanzitutto le fasce di reddito entro le quali la mini pensione non prevedrà alcun costo; quindi le entità degli interessi che dovranno essere corrisposti agli istituti di credito sulla mini pensione percepita e che in base al valore del singolo reddito pensionistico saranno a carico sia dello Stato che dei pensionati stessi.

Resta, inoltre, da capire chi e quanto pagherà l’assicurazione di copertura di premorienza per ogni pensionato. Capitolo aperto anche per quanto riguarda il cumulo di tutti i propri contributi previdenziali versati in diverse gestioni: sarebbe stata approvata, come confermano le ultime notizie, la cancellazione dei costi onerosi a carico di chi volesse riunire tutti i propri contributi, ma in realtà non è stata reso del tutto gratuito il cumulo. Se, infatti, un lavoratore dovesse scegliere di riunire tutti i propri contributi presso un unico ente, è possibile che dovrà versare la differenza all’ente stessa tra la somma versata e il valore dei contributi dell’ente scelto. Domani, dunque, si potrebbero avere le risposte definitive a queste domande ancora aperte ma le cui risposte sono decisamente fondamentali per arrivare al reale inserimento delle novità per le pensioni definite nel nuovo testo unico.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il